Oggi l’ultimo saluto al ciclista investito

Spoltore: alle 16,30 nella chiesa di San Panfilo i funerali del 61enne Rinaldo Di Lorito travolto domenica da una moto
SPOLTORE. Non sarebbe stato il pedalino poggiapiedi della moto che lo ha investito, e nemmeno un malore, a uccidere Rinaldo Di Lorito, l’idraulico 61enne di Spoltore morto domenica mattina mentre in sella alla sua bicicletta stava andando con gli amici dell’associazione sportiva Cycling Bike 2000 a San Gabriele. Oggi nella chiesa di San Panfilo, alle 16.30, si celebreranno i funerali.
Dall’autopsia eseguita ieri all’ospedale di Teramo dall’anatomopatologo Gina Quaglione è emerso che il decesso, avvenuto in seguito alla caduta, non è stato causato dalla profonda ferita che il ciclista ha riportato sul collo, tra l’orecchio e la nuca, provocata dal pedalino della Honda che lo ha travolto sulla statale 150, a Guardia Vomano. L’esame ha escluso inoltre che la morte sia stata determinata da infarto, ictus o altro malore. Gli accertamenti hanno confermato uno stato di salute generale buono di Rinaldo Di Lorito. E hanno rilevato la presenza di ferite diffuse sul lato sinistro del corpo, che sarebbero compatibili con l’impatto con la moto o con la schianto del 61enne sull’asfalto, dopo essere stato scaraventato dalla Honda guidata da un 38enne di Giulianova. Le lesioni potrebbero aver generato traumi interni che si sono rivelati fatali. Un quadro più chiaro e completo si avrà quando il medico legale Quaglione consegnerà al sostituto procuratore Luca Sciarretta i risultati dell’autopsia. Alla ricostruzione della dinamica dell’incidente sta lavorando la polstrada di Teramo. Terminata l’ispezione dell’anatomopatologo, il corpo è stato riconsegnato alla famiglia. Nel pomeriggio, il feretro ha fatto rientro a Spoltore, nella casa dove l’artigiano risiedeva. Nell’abitazione c’è stato un mesto viavai di amici e parenti che hanno voluto rendere omaggio alla salma, per essere vicini alla moglie Anna Maria, ai figli Fabio e Daniele, al fratello e alla sorella. L’idraulico, che da quando era adolescente nel tempo libero praticava il ciclismo, si stava recando a San Gabriele.
Domenica, il gruppo di amici della Cycling Bike 2000 di Cappelle era partito alle 8. Nei pressi di Guardia Vomano, un riccio morto sull’asfalto costringe i ciclisti, che procedono in fila a coppia, a spostarsi verso il centro della carreggiata. Quando è toccato a Di Lorito effettuare la manovra, una Honda che sopraggiungeva alle sue spalle, in fase di sorpasso, l’ha preso in pieno. Il 61enne è morto pochi minuti dopo, sulla strada.
Sull’incidente di Guardia Vomano è intervenuto il CCiclat, coordinamento ciclabili Abruzzo Teramano, per chiedere alle istituzioni di impegnarsi per evitare in futuro altre disgrazie: «Cosa ha fatto la Regione per la mobilità ciclistica e il cicloturismo. A parte qualche cartina, diversi progetti, un bel filmato e tante chiacchiere, risultati zero. E siamo qui a piangere una vita umana che forse si sarebbe potuta risparmiare se davvero in Abruzzo avessimo realizzato percorsi ciclabili sicuri e messo in sicurezza gli itinerari già utilizzati da tanti ciclisti».
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