Oggi l’ultimo saluto al preside Del Villano

7 Agosto 2019

Alle 15 i funerali allo Spirito Santo. Una prof: «Fece studiare informatica ai ragazzi, era un innovatore»

PESCARA. Oggi, alle 15, nella chiesa dello Spirito Santo, verranno celebrati i funerali di Walfrido Del Villano, per 23 anni preside del liceo scientifico Da Vinci. Oriana Bovio, attuale docente di lettere nel liceo, dove insegna da trent'anni e vice preside per alcuni anni nel periodo di presidenza di Del Villano, ha inviato ieri un ricordo dello storico dirigente scolastico, scomparso a 81 anni, definendolo «grande innovatore del sistema scolastico. Lo pubblichiamo di seguito.
«Quando l’ho visto la prima volta, al mio primo incarico scolastico a 27 anni, ne ho ricevuto un’impressione mista di severa autorevolezza e umanità. Quasi burbero nei modi, incuteva un certo timore, timore che col passare del tempo si è trasformato in profondo rispetto per la persona e la sua visione della scuola. La “scuola”, il “Da Vinci”, parola chiave della sua vita, era in cima ai suoi pensieri, insieme a quello per la famiglia che per lui rivestiva un ruolo di sacralità.
Aveva scolpito in sè il significato profondo della formazione dei ragazzi, l’importanza della capacità di “educere” di cui ogni docente doveva farsi portavoce. Al passo con i tempi, quasi geniale nella capacità innovativa, fu il primo a inserire due ore obbligatorie in più nel biennio, una di conversazione in inglese con insegnante madre lingua, l’altra di informatica, aprendo la strada alle nuove generazioni all’uso del computer, che allora muoveva i primi passi nella nostra società. Sempre attento alle esigenze dei ragazzi, fu inventore dello sportello di sostegno pomeridiano per gli studenti, atto ad aiutare i più deboli o tutti coloro che volessero portare avanti ricerca e approfondimento.
Quando passava per i corridoi del Da Vinci, i ragazzi “tremavano”, ma nel contempo erano contenti di vederlo tra loro e di sentirlo vicino. Sì, vicino, perché nonostante lo sguardo severo, era sempre pronto ad ascoltarli e ad aiutarli, con la profonda umanità che lo contraddistingueva e che traspariva chiaramente dai suoi occhi taglienti. Era vicino a loro anche con l’abbigliamento: berretto con visiera, giacca e camicia, jeans e le immancabili scarpe da tennis!
Anche in questo caso un insieme di antico e moderno. E quando partiva in gita con gli studenti, nei suoi memorabili “gitoni”, non disdegnava di fare quattro salti con loro in discoteca. Ha migliorato e potenziato la scuola in tutti i modi possibili: ha realizzato una splendida biblioteca, oggi anche aperta alla città, ha creato un laboratorio linguistico, un’aula compiti, aule computer, i box ricevimento genitori, un bellissimo bar; ha persino ottenuto dalla Provincia l’ampliamento della scuola, con l’aggiunta di un’intera area per l’allocazione di nuove aule e creato una nuova succursale a Porta Nuova. Nelle traversìe dei cambiamenti della scuola italiana, per i docenti è stato sempre un punto di riferimento forte e sicuro, come anche un punto di riferimento per la città e per le migliaia di genitori che hanno affidato negli anni i loro figli al “Da Vinci”.
Ora che non è più tra noi, mi piace ricordarlo come nel suo ultimo giorno di scuola, quando, emozionatissimo, riceveva il tributo dei suoi alunni e dei suoi docenti, che lo acclamavano indossando una maglietta che lo rappresentava sorridente nel suo classico abbigliamento. Ciao preside, sarai sempre con noi».
Oriana Bovio