Oggi parla l’assassino di Orlando

18 Maggio 2015

Omicidio del pasticciere, Grieco rompe il silenzio: questa mattina l’interrogatorio chiesto dalla difesa

PESCARA. È il giorno della verità di Giovanni Grieco, il 41enne arrestato per aver ucciso con quattro coltellate il pasticciere Giandomenico Orlando, di 67 anni, davanti al laboratorio della sua pasticceria, in via Buozzi, lo scorso 6 maggio.

Questa mattina alle 9.30, come richiesto dalla sua difesa rappresentata dall’avvocato Paolo Marino, il pescarese di 41 anni più volte denunciato dalla famiglia Orlando per minacce e aggressioni, incontrerà il pm Rosangela Di Stefano nel carcere di Castrogno, a Teramo, dove l’uomo è rinchiuso dal pomeriggio del 6 maggio quando, dopo il sanguinoso omicidio, fece perdere le sue tracce per poi essere trovato su una panchina di Pineto.

«Non volevo uccidere» ripete Grieco da quel giorno, ma questa mattina dovrà spiegare il perché di quell’odio, di quel coltello e di quell’aggressione gratuita e violenta nei confronti del pasticciere che nel corso degli anni con il suo laboratorio era diventato il chiodo fisso di Grieco e di sua madre, inquilini del piano di sopra che accusavano gli Orlando di rumori e cattivi odori. Un odio che nel tempo è cresciuto nonostante tutte le misure prese dal pasticciere per stare in regola e non dare fastidio. Ma non è bastato per fermare il risentimento covato in tanti anni di vicinanza.

«Non volevo ucciderlo», ripete Giovanni Grieco, ma la sua affermazione è tutta da dimostrare e, assistito dal suo difensore, proverà a farlo questa mattina quando, dopo aver scelto il silenzio per due volte, appena arrestato e davanti al gip di Teramo, Grieco dovrebbe dare la sua versione dei fatti, come lascia intendere la scelta di chiedere di essere ascoltato dal magistrato pescarese Rosangela Di Stefano che nel frattempo ha chiesto e ottenuto dal gip Michela Di Fine, l’ordinanza di custodia in carcere per Grieco. Una decisione, questa del gip, motivata nei riguardi di Grieco da «una spiccata pericolosità sociale e una dimostrata attitudine a perpetrare condotte violente», ma anche dalle modalità dell’aggressione ai danni del pasticciere, dal tipo di arma usata e dalla «pluralità di colpi inferti in zone del corpo sedi di organi vitali, alla fuga finale. «Tutti elementi che», secondo il gip, «denotano senza dubbio la volontà omicida».

Ma nella sua ordinanza, il giudice spiega anche l’aggravante al reato di omicidio premeditato, i futili motivi: «... posto che i pregressi dissidi tra il Grieco e la vittima e il suo nucleo familiare, originati da lamentele sulla rumorosità del laboratorio di pasticceria appaiono talmente sproporzionati rispetto alla gravità del reato commesso da costituire più che una causa determinante dell’evento, un mero pretesto per lo sfogo di un impulso criminale».

Questa mattina la verità di Grieco. (cr.pe.)

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