Oggi riapre la pineta dannunziana

La riserva torna alla città dopo 5 mesi. Eliminate le piante pericolose, se ne stanno piantando altre mille
PESCARA. È il giorno della riapertura. Dopo cinque mesi di chiusura la riserva dannunziana torna ad essere fruibile da «famiglie, bambini e sportivi», a partire da stamani. Ad annunciarlo è l’assessore comunale Paola Marchegiani spiegando cosa è stato fatto in questo periodo e cosa andrà ancora fatto. Sarebbe stato «rischioso» aprire prima di oggi, dice proprio l’assessore, ricordando che sono cadute «numerose piante per il maltempo dello scorso autunno», per cui i frequentatori sarebbero stati esposti al pericolo di «crolli imprevedibili».
«Sono stati compiuti diversi interventi a tutela delle piante con l’estirpazione di quelle non autoctone e la ripiantumazione di quelle eliminate perché pericolose. E sono state ridefinite le zone interdette al calpestio», dice l’assessore sottolineando che le azioni sono state «condivise con la Soprintendenza paesaggistica». I nuovi percorsi sono delimitati da un sistema di palo-corda-palo che «renderà più sicura la fruizione delle aree al pubblico»
Da lunedì, poi, «continueranno le operazioni di ripiantumazione che interessano mille esemplari di piante e cespugli con la prevalenza del pino d’’Aleppo, la specie più autoctona e identitaria». Questo intervento rientra nel progetto Mosaico Verde che non coinvolge solo la pineta ma anche il resto della città, per un totale di «3000 nuove piante tra riserva, parchi e viali». Marchegiani ricorda che la pineta «gode di una autonomia gestionale attribuibile alla natura per cui ci devono essere degli angoli di naturalità, lasciati al ciclo biologico, che è diverso da quello di un parco. La riserva, cioè, non è un parco come tutti gli altri. Ma è un’area protetta».

