Oggi si fermano gli uffici pubblici

Le motivazioni dello sciopero: assunzioni, sicurezza e rinnovi dei contratti
PESCARA . Oggi è il giorno dello sciopero della pubblica amministrazione, nonostante non siano mancate polemiche sull’annuncio della manifestazione programmata a favore di questo settore. Cambiare e migliorare la pubblica amministrazione, sicurezza sul lavoro, più assunzioni e rinnovo del contratto sono le motivazioni che hanno portato le federazioni del pubblico impiego Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa ad annunciare la forma di protesta.
«Chiediamo al Governo», viene spiegato nella motivazione dello sciopero, «di rinnovare e di riformare la pubblica amministrazione, di stanziare maggiori risorse per valorizzare i dipendenti pubblici che, in questa emergenza sanitaria, hanno pagato il prezzo più alto in termini di contagi e morti nei luoghi di lavoro a causa del Covid. È necessario investire in un settore importante per il sistema Paese e Abruzzo dove sono presenti molte lavoratrici e lavoratori precari con contratti a scadenza, nell’incertezza del loro futuro e delle loro famiglie».
L’obiettivo è avere «garanzie per la sicurezza dei lavoratori pubblici e dei cittadini-utenti, un programma di assunzioni e stabilizzazioni occupazionali volto al rafforzamento strutturale degli organici, adeguati finanziamenti per il rinnovo dei contratti nazionali. I nodi del pubblico impiego si possono affrontare solo con il confronto e non con circolari ministeriali unilaterali. Il lavoro pubblico ha dimostrato, in questa fase pandemica, di essere fondamentale per far ripartire l’economia e contrastare l’emergenza sanitaria con più sicurezza».
Le sigle sindacali specificano che lo sciopero di oggi è per la nostra regione ed il nostro Paese e non contro. Non c’è qualità del servizio se non c’è qualità del lavoro e nel lavoro, non c’è diritto alla salute senza strutture adeguate e sufficiente personale sanitario; non c’è sostegno alla famiglia e alla natalità quando mancano asili nido, strutture e personale nel sociale a sostegno della disabilità e della non autosufficienza, e non c’è nemmeno diritto alla sicurezza quando mancano strumenti e lavoratori dedicati».
L’astensione odierna dal lavoro riguarda i lavoratori della sanità, dell’amministrazione statale e parastatale (ministeri, enti previdenziali, agenzie, esclusa l’istruzione pubblica) e delle funzioni locali. Nel rispetto delle norme dell’emergenza sanitaria e per ragioni di sicurezza, in Abruzzo sono previsti dei presidi davanti alle Prefetture con alcuni rappresentanti delle sigle sindacali. Invece, le lavoratrici e i lavoratori che devono garantire i servizi essenziali durante le ore di lavoro applicheranno appositi adesivi sulle divise con la scritta “Non mi fermo ma protesto”. (a.s.)

