Ogni anno in 31mila scelgono la pensione

20 Ottobre 2023

L’età media è di 65 anni. Ma l’assegno penalizza le donne

L'AQUILA. Nel 2022, in Abruzzo, sono andati in pensione 31.405 lavoratori. L'età media effettiva, in cui si lascia il mondo del lavoro, è di 65 anni e due mesi, ancora lontana dai 67 anni stabiliti per la pensione di vecchiaia. Lo certifica l'Inps regionale che ieri, all'Aquila, ha presentato il Rendiconto sociale riferito allo scorso anno. Un approfondimento dettagliato per mettere a fattor comune il patrimonio di dati dell'Istituto previdenziale, da cui emergono segnali contrastanti: cresce l'occupazione, con 1.500 imprese in più rispetto al 2021 e un aumento di occupati pari a 42mila unità. In regione si è passati, infatti, da 248mila a 290mila dipendenti delle aziende. Ma il 30% dell'occupazione viene registrata come precaria, a tempo determinato, atipica e stagionale. E notevole è il divario retributivo tra uomini e donne, con una media annuale del 38%, che si riflette anche sugli assegni pensionistici dei privati: 1.300 euro la pensione media percepita dagli uomini, contro gli 800 euro delle donne.
NUOVI PENSIONATI. Non solo numeri e cifre relative alla gestione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali erogate. Il rendiconto dell'Inps rappresenta una lettura delle dinamiche del contesto socio-economico e produttivo dell'Abruzzo, dopo la pandemia. I flussi, in entrata e in uscita, confermano nel 2022 un leggero incremento rispetto ai valori rilevati nel 2021: si tratta, in particolare di 2 miliardi 852 milioni di euro di raccolta contributiva e 7 miliardi 172 milioni di euro di pagamenti per prestazioni di diverse tipologie, con una differenza in negativo, tra entrate e uscite, pari a 4 miliardi 320 milioni «che rende evidente il ruolo che l'Inps svolge a sostegno di lavoratori, famiglie, lavoratori e imprese».
In dettaglio, lo scorso anno sono state liquidate 31.405 prestazioni delle quali 15.693, pari a poco meno del 50%, per pensioni di natura previdenziale, 15.712 per prestazioni assistenziali, assegni sociali e prestazioni agli invalidi civili, pari a poco oltre il 50% del totale delle prestazioni pensionistiche. L'importo totale per le nuove pensioni liquidate nel 2022 è di 285,15 milioni di euro: 194,39 milioni riferiti alle pensioni e 90,76 milioni per prestazioni di natura assistenziale (cassa integrazione, Naspi, assegno universale e altre voci).
IMPORTI ASSEGNO. L'importo medio delle pensioni di vecchiaia o anticipate, nel settore privato, è di 1.103,27 euro al mese: in dettaglio 1.343,65 euro per gli uomini e una media di 770 euro circa per le donne.
Una differenza, spiega l'Inps nel Rendiconto, «che scaturisce da periodi di discontinuità sul lavoro più incidenti sulle donne e, dall'altro lato, ad una parità retributiva ancora non completa». Nel settore pubblico, invece, l'importo medio mensile del trattamento pensionistico ammonta a circa 2.300 euro mensili: 2.600 euro per gli uomini e 2.340 euro per le donne. Le prestazioni di tipo previdenziale sono costituite per il 65% da pensioni di vecchiaia e anticipata, per il 6,3% da prestazioni della categoria Invalidità previdenziale e per il 28,8% da pensioni della categoria Superstiti.
Analizzando le sotto categorie, si osserva che il 73,2% delle pensioni anticipate ovvero le fuoriuscite dal lavoro anticipate rispetto alla cosiddetta età di vecchiaia, oggi fissata a 67 anni, vengono sono erogate agli uomini, i quali possono vantare attività lavorative più lunghe e meno discontinue rispetto alle donne.
VIA DAL LAVORO A 65 ANNI. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale delle pensioni e delle prestazioni assistenziali erogate dall'Inps, L’Aquila risulta essere la provincia con il maggior numero di prestazioni (386,2 per mille residenti), seguita da Teramo (314,2 per mille residenti), da Chieti (304,2) e da Pescara (284,2).
In Abruzzo la media del pensionamento effettivo, ovvero dell'età anagrafica in cui si lascia il mondo del lavoro è di 65 anni e due mesi, mentre l'età media dei pensionati è di 74,4 anni, invariata rispetto all’anno precedente.
Quanto alle pensioni di vecchiaia e anticipata, la percentuale più elevata (23,0%) delle pensioni è erogato a persone di età compresa fra 70 e 74 anni, con un andamento decrescente al crescere dell’età.
PENSIONE ANTICIPATA. Diversi gli strumenti di uscita anticipata dal lavoro: per quanto riguarda il pensionamento anticipato con l'isopensione, il totale regionale delle domande certificate dal 2018 al 2022 è di 589, ma le prestazioni definite come accolte sono state 405. Nel 2022 sono stati 342 i beneficiari del contratto di espansione, contro i 108 dell'anno precedente, con un incremento nelle province con maggiore densità di aziende: 235 a Chieti, 60 a Pescara, 41 all'Aquila e uno a Teramo.
Hanno usufruito dell'Ape sociale, lo scorso anno, 483 lavoratori in Abruzzo, di cui 278 donne e 205 uomini, mentre sono andate in pensione con Opzione donna 165 lavoratrici contro le 22 del 2021. Sono stati 1.290 i pensionamenti anticipati con Quota 100e 70 le prestazioni erogate in anticipo per i lavori usuranti.
Limitata, invece, l'adesione a Quota 102 con appena 9 pensionamenti, lo scorso anno, in tutta la regione. Sono 160, infine, le prestazioni liquidate per i lavoratori precoci. Per quanto riguarda le assistenziali (assegno sociale e prestazioni agli invalidi civili, ciechi e sordomuti), spicca in tabella l’indennità di accompagnamento per gli invalidi totali, che rappresenta il 43,4% del totale.
La spesa annua per prestazioni di invalidità civile in Abruzzo è pari a 460,20 milioni di euro pari a circa il 2,52% del totale nazionale.
PIÙ AZIENDE. In aumento anche il tessuto delle aziende con dipendenti: circa 1.500 in più rispetto al 2021 che porta il totale a 35.290 imprese con lavoratori e un conseguente aumento degli addetti pari a 290mila a fronte dei poco meno di 250mila dell'anno precedente. Sul fronte dei lavoratori autonomi l'Inps rileva una leggera diminuzione, ma un flusso contributivo in forte aumento. Infine, l'87,5% delle aziende con dipendenti è rappresentato da micro imprese, da 1 a 9 dipendenti. Sono 479 le aziende con più di 50addetti, mentre le grandi imprese, con più di 250 lavoratori, sono 74, pari allo 0,2%.
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