Oltre 200 repliche, sciame imprevedibile Sismologi a caccia di indizi: «Serve tempo»

25 Agosto 2016

Sono state oltre 200 le repliche, alcune delle quali forti, che hanno seguito il terremoto di ieri che è stato avvertito da Salerno fino al Veneto. La situazione è in piena evoluzione, dicono dalla...

Sono state oltre 200 le repliche, alcune delle quali forti, che hanno seguito il terremoto di ieri che è stato avvertito da Salerno fino al Veneto. La situazione è in piena evoluzione, dicono dalla Sala Sismica gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e al momento è impossibile prevedere come la situazione potrà evolversi. Nella notte e nelle prime ore del mattino si sono registrati anche cinque terremoti di magnitudo superiore a 4. La prima è avvenuta a Rieti alle 3.56, ossia 20 minuti dopo la scossa principale. Sempre ieri nella zona di Rieti c’è stata una scossa di magnitudo 4.0 alle 5.08, seguita da una di magnitudo 4.2 alle 5.40. Nell’area di Perugia si è registrata una replica di magnitudo 4.1 alle 4.49, seguita da una di magnitudo 4.3 alle 6.06. Una delle repliche più intense, di magnitudo 4.7, ha fatto tremare Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) poco prima delle 14 e in serata, alle 19.46, si è registrata nella zona di Rieti una scossa di magnitudo 4.4. In linea di massima l’intensità delle repliche si va riducendo. Nonostante questo, secondo i sismologi dell’Ingv l’andamento della situazione è «imprevedibile», al momento è cioè impossibile escludere scosse confrontabili a quella principale. «L’andamento della magnitudo è andato calando nelle repliche osservate finora, ma è presto per trarre conclusioni», ha rilevato il sismologo Alessandro Amato, dell’Ingv. «Al momento non si possono escludere scosse confrontabili alla principale perché siamo ancora nelle prime ore di una situazione in evoluzione, il cui andamento è imprevedibile», ha rilevato un altro sismologo dell’Ingv, Andrea Tertulliani. Potrà dire qualcosa in più l’analisi delle repliche, soprattutto quella della loro distribuzione. Inizialmente si sono distribuite attorno alla zona dell’epicentro, «nel pomeriggio si sono invece concentrate maggiormente a Nord. Stiamo valutando - ha concluso Amato - se questi dati possano essere un indizio per capire come potrà evolvere la situazione».