Oltre 600 ricoverati ci portano al rosso

18 Febbraio 2021

Soglia limite superata: tutta la regione può cambiare fascia  

PESCARA. Oltre 600 i ricoveri, mai così tanti negli ultimi due mesi. Da domani tutto l’Abruzzo rischia di diventare rosso. L’indice Rt (erre con ti, il tasso di riproduzione netto della malattia) potrebbe sforare il valore limite di 1,25. Viene quasi dato per certo. E così domani, quando ci sarà il monitoraggio settimanale della Cabina di regia, tutta la regione può finire in zona rossa. La variante inglese dilaga nell’area metropolitana: è responsabile di oltre il 65% dei contagi, con picchi che superano l’80% a Pescara. Si ipotizza addirittura di un lockdown totale e duro, come quello di marzo, per le aree più colpite.
RECORD RICOVERI. Continua ad aumentare il numero dei pazienti ricoverati in ospedale: 15 in più nelle ultime ore, che fanno salire il totale a 615. Per vedere valori così alti bisogna tornare alla metà di dicembre, quando il trend era in calo dopo il picco della seconda ondata. Solo due settimane fa gli ospedalizzati erano 150 in meno. Al momento, in terapia intensiva vi sono 63 persone (una in meno rispetto a martedì al netto di decessi, dimissioni e quattro nuovi accessi).
Il tasso di occupazione dei posti letto - uno dei parametri principali per la collocazione delle regioni nelle fasce di colore - è al 33,3%, a fronte di una soglia di allarme pari al 30%. A livelli altissimi anche i ricoveri in area medica: 551 i pazienti (+16), pari al 36,9% dei posti disponibili, rispetto al livello di allerta del 40%.
OSPEDALE IN TILT. Sempre più forte la pressione sull’ospedale di Pescara. Il Covid Hospital, al completo da giorni, non è più in grado di accogliere i tanti pazienti ed è stato necessario riconvertire alcune aree del monoblocco principale. «Continuano ad arrivare pazienti con sintomi importanti, intere famiglie contagiate», afferma il direttore del pronto soccorso e referente regionale per le emergenze, Alberto Albani.
IL BOLLETTINO. I nuovi casi sono 438. Sono emersi dall’analisi di 4.732 tamponi molecolari: è risultato positivo il 9,26% dei campioni. Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di sei mesi della provincia di Teramo e il più anziano è un 97enne del Chietino. Quelli con meno di 19 anni sono 86: undici in provincia dell’Aquila, 28 in provincia di Pescara, 36 in provincia di Chieti e undici in provincia di Teramo.
Il bilancio delle vittime sale a 1.588. Sei i decessi recenti: riguardano persone di età compresa tra 53 e 96 anni. La vittima più giovane e la più anziana sono due donne di Chieti; poi ci sono un 59enne di Teramo, una 80enne di Avezzano, un 86enne di Santa Maria Imbaro e un 88enne di Pescara.
LA VARIANTE DILAGA. La località con più nuovi casi è ancora una volta Pescara (76). Seguono Chieti (29), Lanciano (28), Francavilla al Mare (21), Montesilvano (18), Penne (15), Roseto degli Abruzzi (15), Spoltore (13), Vasto (12) e Avezzano. Le zone più colpite restano le province di Pescara (+161) e Chieti (+147).
L’area metropolitana è martoriata dalla variante inglese. Secondo gli studi del laboratorio di Genetica molecolare - Test Covid-19 dell’università di Chieti, che si occupa delle attività di sequenziamento, è responsabile della maggior parte dei contagi, al punto che nel giro di pochi giorni potrebbe riguardare la totalità dei casi. «Percepiamo quotidianamente quanto sia più contagiosa. Si è diffusa in un momento in cui, a differenza di quanto accaduto in estate, le forme di protezione individuale sono alte e questo fa capire quanto sia infettiva», afferma il direttore della struttura teatina, Liborio Stuppia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA