Oltre 700 famiglie povere: in difficoltà pure chi lavora

PESCARA. Sono 58.378 i pasti erogati nelle mense di Pescara e Montesilvano dalla Caritas diocesana di Pescara Penne. Il dato, registrato dal primo gennaio al 13 dicembre, vede nello specifico 49.309...
PESCARA. Sono 58.378 i pasti erogati nelle mense di Pescara e Montesilvano dalla Caritas diocesana di Pescara Penne. Il dato, registrato dal primo gennaio al 13 dicembre, vede nello specifico 49.309 pasti distribuiti a pranzo e cena, tutti i giorni nella mensa della cittadella dell'accoglienza Giovanni Paolo II a Pescara. Sono invece 9.069 quelli forniti nella mensa Madre Teresa di Calcutta a Montesilvano, solo nella fascia del pranzo, domenica esclusa.
La fotografia scattata dalla Caritas riporta anche il dato dei senzatetto che si sono rivolti durante quest’anno alla cittadella dell’accoglienza di notte: 85 persone ospitate nella struttura di via Alento. I servizi messi a disposizione delle persone con fragilità dalla Caritas passano anche attraverso gli empori della solidarietà, negozi dove i bisognosi seguiti dall'organizzazione possono fare la spesa con schede di acquisto. Nello specifico, sono 738 le famiglie aiutate attraverso queste botteghe a Pescara e a Montesilvano. Poi vi sono 1.070 persone accolte dal Centro d’ascolto diocesano di via Monti. Diverse le problematiche per le quali hanno cercato il supporto della struttura. Situazioni connesse a povertà economica, disoccupazione, sottoccupazione, lavoro nero, ma anche a povertà abitativa. Il centro di ascolto è una vera cartina tornasole che consente di raccogliere i bisogni che vengono esposti dalle famiglie che cercano aiuto.
Attraverso le oltre mille richieste pervenute, la Caritas ha rilevato oltre 4.400 tipi di bisogni, dal momento che ogni persona è portatrice in media di oltre 4 necessità. «In questo anno abbiamo rilevato due situazioni», commenta Corrado De Dominicis, direttore della Caritas diocesana Pescara Penne.
«La prima è quella delle prime volte. I dati nazionali ci dicono che un terzo di quanti si sono rivolti alla Caritas per la prima volta nel 2020 sono rimasti in carico all'organizzazione anche nel 2021. Questo mette in luce la cronicizzazione di alcune situazioni di povertà. Il secondo elemento è che il fenomeno riguarda anche famiglie con bambini, con reddito. I cosiddetti woorking poor, ossia quelle persone che anche lavorando non riescono a sostenere il nucleo familiare. L'altra caratteristica», conclude De Dominicis «è che sono per lo più giovani famiglie». Sebbene tutti i numeri siano particolarmente rilevanti, in realtà risultano in diminuzione rispetto al 2020. Lo scorso anno, infatti, il bilancio della Caritas si era chiuso con oltre 1.130 nuclei familiari in stato di fragilità socio-economica censiti, circa 1.500 persone che si erano rivolte al Centro di ascolto diocesano e con circa 78.100 pasti distribuiti dalle mense.
«È preziosa la capillare rete Caritas, composta da 30 Caritas parrocchiali», evidenzia De Dominicis, «occhi vigili e cuori aperti sul territorio, condizionati, senza dubbio, dalla pandemia, ma capaci di reinventare, anche in questo periodo difficile, interventi a sostegno delle famiglie e delle persone sole che soprattutto nei giorni di festa contattano il centro di ascolto o affiancare azioni già predisposte dai vari Comuni della provincia».
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