Oltre all’esclusione è prevista la sanzione
Che cosa succede a chi non è in regola. Ecco anche il testo della circolare abruzzese sui divieti
PESCARA. Che cosa succede se il bambino non è vaccinato?
Fino a 6 anni non può accedere a scuola. Dopo i 6 anni può accedere, con delle sanzioni per i genitori, che si vedono applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 7.500 euro, proporzionata alla gravità dell’inadempimento (ad esempio: al numero di vaccinazioni omesse), ma non incorrono in sanzione quando provvedono a far somministrare al minore il vaccino o la prima dose del ciclo vaccinale nel termine indicato dalla Asl nell’atto di contestazione, a condizione che completino il ciclo vaccinale nel rispetto delle tempistiche stabilite dalla Asl.
LA CIRCOLARE. Ecco invece il testo del documento a firma di Antonella Tozza, dg dell’Ufficio scolastico regionale, inviato il 5 marzo a tutti i dirigenti scolastici abruzzesi: «Tenuto conto che in Abruzzo non è ancora assicurata, per l’anno in corso, l’operatività dell’Anagrafe Vaccinale, per gli alunni già frequentanti, valgono le indicazioni previste al punto 1.1 della citata Nota, ed in particolare: entro il 10 marzo i Dirigenti dovranno acquisire, dalle famiglie che abbiano presentato la dichiarazione sostitutiva, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie ossia copia del libretto delle vaccinazioni timbrato dal competente servizio dell’Asl o il certificato vaccinale oppure l’attestazione datata rilasciata dalla competente Asl, che indichi se il soggetto sia in regola con le vaccinazioni obbligatorie per l’età.
LE CONSEGUENZE. «Nell’ipotesi di mancata presentazione della documentazione per i soli alunni delle scuole dell’infanzia», continua il dg Tozza, «il minore dovrà essere escluso dall’accesso ai servizi scolastici, pur rimanendo iscritto ai servizi medesimi e potrà essere reintegrato soltanto al momento della presentazione della documentazione richiesta; il diniego di accesso ai servizi sarà reso noto ai genitori, mediante comunicazione formale del dirigente scolastico».
Infine: «Entro il 20 marzo, i Dirigenti delle scuole di ogni ordine e grado dovranno segnalare la mancata produzione della documentazione in questione all’Asl competente, che avvierà la procedura prevista per il recupero dell’inadempimento».
In partica la Asl contatta i genitori/tutori per un appuntamento e un eventuale colloquio informativo indicando le modalità e i tempi nei quali effettuare le vaccinazioni prescritte. Se i genitori/tutori non si presentano all’appuntamento oppure, a seguito del colloquio informativo, non provvedano a far somministrare il vaccino al bambino, l’Asl contesta formalmente l’inadempimento dell’obbligo.
IL BUON SENSO. In ogni caso, è sempre fatta salva l’iscrizione a istituti e scuole di ogni ordine e grado: anche i bambini da zero a sei anni che saranno stati esclusi, resteranno iscritti e saranno riammessi alla frequenza non appena regolarizzati.
Infine, la semplice presentazione alla Asl della richiesta di vaccinazione consente l’iscrizione a scuola, in attesa che la Asl provveda ad eseguire la vaccinazione (o a iniziarne il ciclo, nel caso questo preveda più dosi) entro la fine dell’anno scolastico. (l.c.)

