Oltre duemila multe in due mesi È ancora polemica per l’autovelox

I consiglieri Iezzi e Chiacchia: «Servirebbe il presidio delle forze dell’ordine, così si fa solo cassa» Ma il sindaco Giancola tira dritto: «È un tratto dove si va anche al doppio della velocità consentita»
SCAFA. «Oltre duemila multe in due mesi, ma la velocità è in diminuzione». Sono questi i dati che emergono dal comando della polizia municipale di Scafa dopo che dal 25 marzo è entrato in funzione l’autovelox nel tratto di Tiburtina che attraverso il centro abitato.
Lì, da sempre, c’è il limite di 50 km/h, ma l’alta velocità di macchine e moto che lo percorrono ha indotto le autorità a correre ai ripari. «L’installazione dell’autovelox è stata fortemente voluta dalla vicina caserma dei carabinieri, dalla polizia stradale, dalla prefettura di Pescara e dall’Anas», fa sapere il sindaco di Scafa Maurizio Giancola, anche per rispondere alle critiche ricevute da chi è ripetutamente incappato nella sanzione. Sono infatti diversi gli utenti che attraversano quotidianamente quel tratto per andare al lavoro e alcuni di loro hanno preso anche due o tre multe in un solo giorno. Giancola però tira dritto: «Quello è un tratto urbano in cui, a dispetto del limite di 50 km/h spesso i mezzi transitano al doppio della velocità. Il pericolo più grande erano e restano le moto, soprattutto nel fine settimana».
Poi aggiunge: «Da quando è stato installato, la velocità è progressivamente diminuita, anche se rimangono delle criticità. L’autovelox è adeguatamente pubblicizzato, chi continua a incapparci lo fa per distrazione o negligenza. Se non si vuole incorrere nella contravvenzione basta rispettare i limiti».
Tra le altre critiche mosse dai cittadini c’è quella inerente al punto in cui è stato piazzato, un tratto in discesa per chi procede verso Pescara in cui può capitare di andare un po’ più veloce del consentito.
Sul punto interviene il comandante della Municipale Mario Sanelli: «Tante volte dai verbali riscontriamo velocità più elevate da parte di chi procede in salita piuttosto che in discesa. Non dimentichiamoci che, prima dell’autovelox, in quel punto spesso e volentieri la polizia stradale organizzava dei posti di blocco, proprio per l’elevata pericolosità. Dopo un periodo iniziale in cui molti ci sono incappati, adesso la circolazione si sta disciplinando. I verbali sono in diminuzione, così come la velocità». Intanto, se da un lato c’è chi sostiene una scarsa pubblicità data al controllo elettronico della velocità, dall’altro l’amministrazione risponde facendo perno non solo sulla cartellonistica disposta in zona, ma anche sull’eco avuto proprio da quell’autovelox quando, dopo il posizionamento a febbraio, fu attaccato da ignoti a colpi d’arma da fuoco, tanto che la notizia ha fatto il giro delle redazioni locali e non solo.
Argomentazioni che però non convincono il consigliere Gianni Iezzi, anche lui destinatario di 3 multe, e che annuncia: «Insieme al collega Gianni Chiacchia abbiamo fatto una richiesta di accesso agli atti per verificare la regolarità dell’autovelox. È vero che eravamo stati noi a sollecitare provvedimenti, ma non di questo tipo. Lì servirebbe un autovelox presidiato con le forze dell’ordine in divisa. Questo metodo invece serve solo a fare cassa». Poi conclude: «Ci sono zone più critiche come davanti al Bar Maremeo, dove l’ultimo incidente si è verificato il 2 maggio». Proprio su questo punto il sindaco Giancola precisa: «Faccio presente che in quel punto a breve partiranno i lavori per la realizzazione di una rotonda, che andrà ad assolvere alla funzione di moderare la velocità. Nel centro urbano invece avevamo bisogno di un deterrente, l'abbiamo trovato e lo lasciamo lì dove si trova».

