Oma, i sindacati chiedono investimenti

Cgil e Cisl: salvi i posti di lavoro ma ora attendiamo il piano industriale della Laer, nuova proprietaria
TOCCO DA CASAURIA. I sindacati esultano per aver «salvato i posti di lavoro» dei circa 130 addetti degli stabilimenti di Tocco da Casauria e Castiglione a Casauria della Oma, che «rischiavano di andare tutti a casa». E ora aspettano «la convocazione in Confindustria per la presentazione del piano industriale da parte della Laer», che ha acquisito la Oma il 25 marzo dalla procedura fallimentare. L’accordo per il passaggio di tutti i 219 lavoratori della Oma (operanti principalmente negli stabilimenti Baker Hughes) alla Laer, senza perdere alcun diritto, risale ai giorni scorsi, ma ora la Cgil e Cisl rilanciano. Alessandra Tersigni e Dorato Di Camillo, in rappresentanza di Fiom Cgil e Fim Cisl, con i segretari di Cgil e Cisl, Luca Ondifero e Franco Pescara, ripercorrono gli ultimi anni, dal fallimento all’esercizio provvisorio e ricordano che si è temuto il peggio, fino all’ultima asta, quando si è presentata la Laer, che opera nel settore dell’aerospace. «Non volevano preservare tutto il personale e i diritti acquisiti ma siamo arrivati a una sintesi ottima, perché il personale - la cui professionalità è elevatissima, addetti così sono introvabili sul mercato - mantiene tutto», sottolinea Tersigni. «E di questo siamo orgogliosi», conclude ricordando l’impegno profuso per «motivare gli addetti, convincerli a crederci». Ora, però, Tersigni punta «agli investimenti» della Laer, visto che «durante l’esercizio provvisorio gli investimenti possono essere limitati. E la Laer ha già dichiarato di voler rimanere su questo mercato».
«Abbiamo raggiunto un miracolo rispetto ad altre vertenze», prosegue Di Camillo. «La situazione era disperata, e si pensi ai cento milioni di debiti accumulati. Ma grazie ai sacrifici dei lavoratori, a una sorta di autogestione, si è andati avanti per tre anni, e si è riusciti perfino a produrre ricchezza. Speriamo che il risultato raggiunto sia di esempio per altre realtà». Ondifero, soddisfatto per l’obiettivo colto, sottolinea «un paradosso, legato alla disattenzione della politica che spesso non interviene adeguatamente quando le aziende abbandonano il territorio. Invece serve un impegno concreto. Mi auguro che ci sia uno slancio, da questo punto di vista, che ci sia un’attenzione maggiore alle politiche industriali sul territorio».
Anche Pescara punta l’indice contro «la politica che in alcuni casi ci mette lacci e lacciuoli, anzi talvolta troviamo le porte sbarrate, assistiamo solo all’aumento delle tasse. Vorremmo essere ascoltati e invece troviamo difficoltà, contrariamente a quanto emerso in Toscana dove «in Regione c’è un tavolo per le vertenze», fanno notare i sindacalisti. «E invece qui per la Oma le istituzioni non si sono attivate», conclude il segretario della Cisl. (f.bu.)

