Oma, ultimo atto: dichiarato il fallimento

29 Ottobre 2019

Il tribunale decreta la fine dell’azienda di Castiglione dopo la rinuncia del concordato: 330 lavoratori perdono il posto

PESCARA. A pochi giorni dalla dichiarazione di fallimento della Holding Angelucci, per l’ex presidente di Confindustria ed ex presidente della Camera di Commercio di Chieti e Pescara, Mauro Angelucci, arriva anche la sentenza di fallimento per la Oma – Officina metalmeccanica Angelucci spa. La decisione del tribunale è del 22 ottobre scorso, ma ieri c’è stato il deposito della sentenza a firma del presidente Domenica Capezzera, del giudice relatore Tiziana Marganella e di Federica Colantonio.
Il fallimento era ormai scontato dopo che nell’udienza del 22 ottobre scorso il legale di Angelucci, Roberto Milia, aveva rinunciato al concordato visto che non c’erano i requisiti per portare avanti quella procedura e non era neppure stato presentato il piano concordatario nei termini di legge. E così, quell’istanza di fallimento presentata dalla Tempor spa Agenzia del Lavoro, ha fatto scattare il fallimento dello stabilimento di Castiglione a Casauria. Un fallimento che mette in ginocchio 330 lavoratori con le loro famiglie: una morte annunciata per lo stabilimento anche se il lavoro non mancava e la produzione sembrava regolare. Ma il crac del gruppo Angelucci ha finito per decretare la condanna della Oma che ha operato fino ad oggi anche in Toscana e in Romania. I sindacati ieri sera avevano fatto girare una brevissima nota con la quale affermavano di aver avuto notizia della decisione del tribunale sulla Oma.
«Dalle analisi dei depositati bilanci», si legge in sentenza, «e delle correlative informazioni rese al tribunale, risulta l’irreversibile stato di decozione in cui versa la società, circostanza non contestata dalla costituita Oma spa, atteso che, anche gran parte dell’attivo risulta difficilmente convertibile in liquidità in tempi rapidi. Dagli elementi sopra esposti – prosegue la sentenza – emerge la sussistenza di una situazione di conclamata insolvenza, la cui irreversibilità discende dalla mancanza di risorse finanziarie per fronteggiarli». Il tribunale ha nominato giudice delegato Tiziana Marganella e curatore fallimentare il commercialista Roberto Costantini.
Ha fissato al 19 marzo la data per lo svolgimento dell’adunanza per l’esame dello stato passivo e ha assegnato ai creditori e ai terzi che vantano diritti reali, 30 giorni di tempo prima dell’adunanza per trasmettere le domande di ammissione al passivo dei creditori. I sindacati, per salvaguardare i livelli occupazionali dello stabilimento di Castiglione, avevano anche fatto pressione sulla Regione per trovare una soluzione per non gettare sulla strada centinaia di famiglie. Ma ora, con questa sentenza di fallimento, tutto diventa più difficile.
Intanto, va avanti l’inchiesta penale che vede Angelucci indagato per bancarotta fraudolenta. Nel febbraio scorso l’imprenditore, spinto dai suoi avvocati, decise di presentarsi spontaneamente ai magistrati che stavano indagando per confessare una serie di reati: dalla bancarotta ai falsi in bilancio.