Omaggio della città alle forze armate: «La pace è un valore»

5 Novembre 2022

Piazza Garibaldi gremita, presenti autorità e tanti studenti Valentinetti: «Ricordo per i militari che non ce l’hanno fatta»

PESCARA. «Siate costruttori di pace»: le parole del sindaco Carlo Masci che ha voluto i giovani accanto a sé, ieri mattina, durante le celebrazioni del 104esimo anniversario della Giornata dell'unità nazionale e delle forze armate. La cerimonia si è svolta in una piazza Garibaldi gremita di autorità civili, militari, religiose e tanti studenti, dove per oltre un'ora, dalle 10 alle 11, sotto un cielo che minacciava pioggia, ha risuonato potente l'eco della parola: pace. «Riposino nella pace i caduti delle guerre giuste e ingiuste», il pensiero di monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo della diocesi di Pescara-Penne, che ha ricordato «i militari e i soldati di tutto il mondo» al fronte, che non ce l’hanno fatta, e «i tanti giovani che sono tornati a casa con conseguenze psicologicamente devastanti».
«La pace è un valore da coltivare e preservare», il monito del prefetto Giancarlo Di Vincenzo che ha sfilato in rassegna con il comandante della guardia costiera, Marcello Notaro, «la Repubblica è grata ai soldati che difendono i territori». Occhi umidi hanno assistito alla parata dei labari di Comune e Provincia, delle associazioni combattentistiche e d'armi della polizia di Stato, carabinieri, aeronautica, bersaglieri, artiglieri, mutilati per servizio, finanzieri, alpini, vigili del fuoco, cavalieri della Repubblica, forestale e polizia penitenziaria. Poi, la resa degli onori e la deposizione della corona d'alloro al monumento ai caduti di tutte le guerre da parte del prefetto Di Vincenzo, del comandante Notaro, del vice presidente della Provincia, Giorgio De Luca, del sindaco Carlo Masci ,che non ha voluto leggere il messaggio istituzionale, ma ha preferito andare «fuori dal protocollo» per ringraziare il prefetto «che ha voluto una cerimonia diversa con tanti giovani a cui dobbiamo consegnare un futuro migliore» e che ha voluto accanto durante l’intervento.
Nel parterre delle autorità, il questore Luigi Liguori; il colonnello Antonio Caputo, comandante provinciale della Guardia di Finanza; il comandante provinciale dei carabinieri Riccardo Barbera; il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri; i parlamentari Guerino Testa e Nazario Pagano; il presidente del consiglio comunale, Marcello Antonelli. Emozionante anche il rito dell'alzabandiera con il sottofondo dell'Inno di Mameli intonato dai ragazzi del conservatorio D'Annunzio che con gli strumenti musicali hanno accompagnato i vari momenti della cerimonia insieme al «silenzio» della tromba di Angelo Spagnoli.
«Sono momenti che riviviamo ogni anno con affetto e amore nei confronti di chi si è immolato per la patria, andremo nelle scuole a spiegare agli studenti chi è il milite ignoto», hanno annunciato Lino Di Matteo, presidente dell'Associazione bersaglieri e Domenico De Nico, presidente dell'Associazione arma aeronautica con gli esponenti di Assoarma. Hanno esposto i loro pensieri gli studenti del liceo classico D'Annunzio, dell'istituto Acerbo, dei licei scientifici Da Vinci e Galilei, del liceo Marconi e dell'alberghiero De Cecco. Nicolas Grieco, studente del Da Vinci: «Siamo grati alle forze armate per il servizio che ogni giorno ci garantisce». Tra la folla, Riccardo Lenas che al fronte ha perso il nonno Pantaleone e Dora Cucchia in lacrime: "Non ho mai conosciuto mio padre Laurentino, morto a 20 anni durante la seconda guerra mondiale. Il suo corpo è stato ritrovato in Germania. Mi manca tanto».