Ombrelloni e sdraio più costosi: il carovita colpisce anche l’estate

27 Marzo 2023

Prima di Pasqua i nuovi listini, si va verso un incremento massimo del 15% rispetto al 2022

PESCARA. Il caroprezzi incombe sulla stagione balneare abruzzese. Gli aumenti dei costi di ombrelloni, sdraio, lettini e palme sono certi. Per la Sib Confcommercio, secondo la più ottimistica delle previsioni, si può parlare di un più 10 o, al massimo, più 15% rispetto all’estate del 2023. In pratica un ombrellone in prima fila, accessoriato di lettino, sdraio o poltroncina, passerà dai 650 euro ai 747 euro per l’intera stagione. Se invece è piazzato nel secondo settore, si andrà dai 480 euro ai 528. Parliamo di costi medi che il sindacato consiglierà ai titolari degli stabilimenti liberi però di scegliere i prezzi da applicare. Il nuovo listino comunque sarà deciso entro Pasqua. Ma è già possibile dare delle anticipazioni con l’aiuto del presidente regionale della Sib, Riccardo Padovano.
LA PREVISIONE.
Sul litorale laziale si parla di aumenti del 25%. E da noi? «Saranno più contenuti», esordisce Padovano, «nonostante che, da quest’anno, il canone delle concessioni balneari sia cresciuto proprio del 25% per cento. Ma a questo aumento, che va a discapito dei titolari degli stabilimenti», continua il presidente della Sib, «dobbiamo sommare l’incremento in bolletta di luce e gas e di altre spese fisse come quelle per la manutenzione della spiaggia e della Tari, la tassa sui rifiuti, oppure della ristorazione. Per capirci meglio, faccio un esempio: lo scorso anno, bollette dell’energia di 1.200 euro sono diventate di 5.000 euro a stagione in corso, quando gli accordi con i clienti sul prezzo di ombrelloni e sdraio erano già stati presi, e quindi non potevano essere cambiati. Gli aumenti di quest’anno sono inevitabili», spiega Padovano che sottolinea un altro aspetto non di second’ordine. E cioè che il listino dei prezzi che sta per essere modificato è rimasto fermo a quello del 2016.
L’APPELLO.
La prima ipotesi, ottimistica, come si diceva, prevede aumenti che vanno dal 10 al 15%. È lo stesso Padovano ad anticiparla. «Ai clienti», afferma, «chiediamo di comprenderci». É l’appello che il sindacato delle imprese balneari, che fa capo alla Confcommercio, lancia alla vigilia della riunione in cui i prezzi consigliati saranno decisi. E subito dopo stampati sui listini da affiggere negli stabilimenti che in Abruzzo sono 480 anche se il numero complessivo delle concessioni è di 800, secondo il dato riportato sul sito del ministero delle Infrastrutture e la mobilità sostenibile, cui fa capo il demanio marittimo. La mappa del nuovo listino, che pubblichiamo nella tabella, è quindi la seguente.
I POSSIBILI AUMENTI.
Agli ombrelloni di prima fila, di cui si è già detto, si aggiungono quelli immediatamente retrostanti, che rientrano sempre nel primo settore, il cui costo stagionale salirà da 550 a 605 euro.
Passando al secondo settore, al caroprezzi della fila più avanzata, già riportato a inizio articolo, si prevede una crescita che va da 400 a 440 euro per gli ombrelloni più arretrati.
Le palme di prima fila, esclusi sdraio e lettini, che già partono con un prezzo vecchio elevato, non subiranno, come accade in altre regioni, aumenti del 20/25 per cento. «In Abruzzo non andremo oltre il 10 per cento, quindi da 1.700 euro a stagione si passerà a 1.870 euro. Salvo altre decisioni a discrezione dei titolari delle concessioni», precisa Padovano secondo il quale, però, resteranno invariati i prezzi giornalieri del pacchetto ombrellone+sdraio+lettino in alta stagione: 25 euro per il 1° settore e 20 euro per il secondo, come un anno fa.
CANONI E FAKE NEWS.
E a chi sostiene che i balneatori paghino solo 2.500 euro l’anno di canone demaniale per la spiaggia in concessione, il presidente della Sib ribatte: «è una fake news!». In realtà il canone base, per una superficie di 500 metri quadrati, da quest’anno è di 3.250 euro. «Ma in Abruzzo le concessione sono principalmente dai 5mila metri in su, quindi i canoni vanno dagli 8mila ai 10mila euro, fino a cifre massime di 45mila euro. La somma è annuale, ma in realtà si riferisce a un periodo di 100 giorni. Né la si può definire un affitto perché gli stessi canoni nascono storicamente come una cifra simbolica che lo Stato chiedeva ai pescatori cui affidava pezzi di spiaggia abbandonati. Non è una caso che a Rimini i bagnini si chiamino marinai di salvataggio»
IL PROGETTO.
L’ultimo capitolo riguarda le analisi dell’Arta del mare abruzzese che il Centro ha pubblicato pochi giorni fa. Rivelano una qualità dell’acqua sostanzialmente eccellente con solo 6 punti di prelievi, su 113 totale eseguiti lungo la costa, con valori oltre i limiti dei batteri fecali. Ma anche quei punti rossi possono essere cancellati dalla mappa della salute del nostro mare.
«La Sib Confcommercio ha presentato a Montesilvano un progetto per intubare e portare a 300 metri al largo gli sbocchi dei canali di acque bianche. A Rimini già lo fanno», conclude Padovano, «funzionerà anche da noi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA