Omicidio al bar del Parco: oggi c’è la prima udienza per Nobile, Ursino e Longo

11 Gennaio 2024

In aula il presunto killer di Albi, il mandante calabrese e chi li aiutò nella logistica A incastrarli, i riscontri a quanto riferito agli inquirenti dal sopravvissuto Cavallito

PESCARA. Questa mattina, davanti al gup Francesco Marino, si aprirà il procedimento sull’omicidio della strada Parco: sul delitto dell’architetto pescarese Walter Albi e sul ferimento dell’ex calciatore Luca Cavallito avvenuto il primo agosto 2022 nel bar del Parco. Tre sono gli imputati per i quali il procuratore Giuseppe Bellelli, l’aggiunto Anna Rita Mantini e il sostituto Andrea Di Giovanni, che hanno condotto le indagini in pool, hanno chiesto il processo davanti alla Corte d’Assise di Chieti per omicidio volontario e tentato omicidio.
Sono Mimmo Nobile, che la procura ha indicato da subito come il killer (grazie anche alla testimonianza del sopravvissuto Cavallito che ha riconosciuto la sua voce) che esplose otto colpi di pistola iniziando a sparare da fuori il cortile del bar per poi finire l’opera a distanza ravvicinata; il calabrese Natale Ursino, considerato il mandante di quello che doveva essere un duplice omicidio, personaggio vicino alla ‘ndrangheta, sottoposto da anni a misura di prevenzione; e Maurizio Longo, ritenuto il fiancheggiatore e anello di congiunzione tra Ursino e Nobile, e con quest’ultimo sotto inchiesta per la rapina al Centro Agroalimentare di Cepagatti dove i due sottrassero alla guardia giurata rapinata la pistola poi usata per l’omicidio.
Circa le posizioni di Ursino e Nobile si è già detto, meno, invece, sul ruolo di Longo, inserito fra gli indagati in un secondo momento. I passaggi chiave che lo riguardano sono diversi. Quello della rapina è il primo visto che, subito dopo il colpo a Cepagatti, durante la spartizione del bottino in un appartamento di Porta Nuova, i due uscirono con la pistola che gli esperti hanno indicato senza dubbio come arma del delitto. Ma Longo è anche quello che per primo conosce in carcere Ursino e lo introduce sulla piazza pescarese per alimentare i suoi traffici che, stando alle indagini, sarebbero legati per la maggior parte alla droga: da qui il primo affare che Cavallito, Nobile e Ursino decidono di portare a termine con una partita di 300 chili di cocaina da trasportare dall’Ecuador, affare poi saltato e che potrebbe aver portato alla decisione del calabrese e delle famiglie che erano dietro di lui, di eliminare Albi e Cavallito. Ma in questo percorso ricostruito dalle indagini della magistratura, c’è anche un passaggio di non poco conto per l’accusa, che riguarda la logistica dell’omicidio, per la cui preparazione il calabrese si sarebbe servito proprio del suo uomo di fiducia a Pescara: Maurizio Longo. I carabinieri per caso ritrovano fra delle sterpaglie di via Pantano una moto e un casco, proprio qualche ora prima dell’agguato al bar del Parco. Una moto rubata a Roma con una targa falsa che doveva servire forse per arrivare al bar o per fuggire dopo. Ma la questione più interessante è che sul casco viene trovata una impronta di Longo. E qui scatta il collegamento con l’omicidio, anche perché, circa un mese più tardi, la polizia rinviene nello stesso luogo una serie di elementi usati probabilmente dal killer: un’altra moto, scarpe da ginnastica, il castello di una pistola con a parte il caricatore (dello stesso calibro di quella dell’omicidio), un telefono cellulare rotto ed altri elementi che gli inquirenti ritengono siano stati usati dal killer. Nell’ultima informativa la polizia, senza mezzi termini, afferma che «è evidente il coinvolgimento nei fatti per cui si procede del pregiudicato Maurizio Longo (detto “Rocco”, mentre Albi era il “geometra”, Cavallito il “lungo” e Ursino lo “zio” ndr), quale amico e complice sia di Natale Ursino che di Cosimo Nobile, avendo sicuramente fornito ausilio nella commissione dell’atto delittuoso, quantomeno negli atti preparatori e mettendo a disposizione attrezzatura e veicoli».
Questa mattina i tre dovrebbero essere presenti a fianco dei rispettivi avvocati: Nobile con i difensori Massimo Galasso e Luigi Peluso; Longo con i legali Giancarlo De Marco e Antonio Di Blasio; Ursino con l’avvocato Cesare Placanica e il collega Giovanni Scarfò. Per oggi è prevista la costituzione delle parti e l’affidamento delle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche, poi il rinvio alla data del deposito della consulenza tecnica e quindi sarà fissata la data della discussione.