Omicidio Albi, oggi in aula gli investigatori

27 Giugno 2024

Il processo a carico di Mimmo Nobile, Maurizio Longo e Natale Ursino: parlano i testi dell’accusa 

PESCARA. Si torna in aula questa mattina, davanti ai giudici della Corte d'Assise di Chieti, per il processo a carico del calabrese Natale Ursino (presunto mandante) e dei pescaresi Mimmo Nobile e Maurizio Longo (presunto fiancheggiatore), accusati dell’omicidio dell’architetto pescarese Walter Albi e del ferimento di Luca Cavallito: fatti accaduti il primo agosto del 2022 al bar del Parco.
Si prosegue con l’esame dei testi della pubblica accusa, rappresentata dal procuratore Giuseppe Bellelli e dal pm Andrea Di Giovanni, e quindi con appartenenti alle forze dell'ordine di Polizia e carabinieri, e con i consulenti della procura. La scorsa udienza era stata dedicata alla deposizione del dirigente della squadra mobile Gianluca Di Frischia: esame interrotto per l'assenza di alcune trascrizioni telefoniche che sono state depositate solo nei giorni scorsi (ritenuti di poco interesse ai fini del processo). Di Frischia riprenderà il suo esame nella prossima udienza del 18 luglio.
Intanto oggi sarà la volta di altri investigatori, anche dei carabinieri, in quanto si dovrebbe affrontare l’aspetto relativo al ritrovamento di una moto e di un casco fra le sterpaglie di via del Pantano qualche ora prima del delitto. Moto che doveva forse servire al killer (individuato dall’accusa in Mimmo Nobile), per andare sul luogo del delitto o per la successiva fuga. Sta di fatto che, grazie all'intuito di un carabiniere della procura (Fabrizio Schipa), quella moto sequestrata venne collegata al delitto. Sul casco vennero peraltro trovate delle tracce biologiche che fu possibile attribuire a Longo solo dopo il suo coinvolgimento ufficiale nel caso, quando venne sottoposto all’esame del Dna.
La pubblica accusa dovrebbe poi esaminare i consulenti tecnici: chi effettuò l’autopsia sul corpo di Albi; chi esaminò i pezzi della pistola ritrovata fra le sterpaglie di via del Pantano (stessa pistola sottratta da Nobile e Longo alla guardia giurata durante la rapina al Centro agroalimentare di Cepagatti che precedette di qualche giorno il delitto), il consulente informatico e gli esperti del Ris. In totale i testi dell’accusa sono 93 (probabilmente per qualcuno ci sarà la rinuncia), mentre 14 sono i testi citati dagli avvocati Massimo Galasso e Luigi Pelusi per Nobile; nessuno, invece, citato dai difensori di Longo, Giancarlo De Marco e Antonio Di Blasio; mentre solo 6 quelli che intende esaminare l’avvocato Cesare Placanica codifensore di Ursino. Quest’ultimo, peraltro, non ha mai presenziato al processo fino ad oggi e su questa assenza, più che legittima in quanto attualmente libero dopo la scarcerazione decisa dal tribunale del riesame, sono circolate illazioni circa una sua fuga, smentita dal suo legale: si parlava di un eventuale provvedimento emesso da altra procura per fatti diversi, non confermato.