Omicidio Crox, le motivazioni della sentenza che ha ridotto la pene ai due imputati: «Non volevano causare altro male»

24 Febbraio 2026

Per i giudici le 25 coltellate inflitte dai due imputati «sono azioni violente, convulse, incontrollate, ma non vogliono causare a Thomas, inerme, a terra, sofferenze eccedenti»

Sia pure di fronte a una condotta crudele e a gesti riprovevoli, le ripetute coltellate, il calcio sferrato sul viso, gli sputi sul cadavere "non sono finalizzati a procurare un male aggiuntivo": è questa la ragione per cui, in relazione all'omicidio del sedicenne Christopher Thomas Luciani detto Crox, avvenuto in un parco a Pescara nel giugno 2024, la Corte d'Appello dell'Aquila per i minorenni ha escluso, per uno dei due giovani imputati - all'epoca coetanei della vittima - l'aggravante della crudeltà, riconosciuta dal giudice di primo grado. Risale al 26 novembre scorso la riforma della sentenza del marzo 2025, con lo sconto di pena da 19 anni e 4 mesi a 16 anni di reclusione; per il secondo giovane accusato di omicidio, la pena è stata ridotta da 16 a 14 anni.  Sono state rese note oggi le motivazioni alla base del pronunciamento di secondo grado. Per i giudici, quindi, le 25 coltellate inflitte dai due imputati "sono azioni violente, convulse, incontrollate, ma non vogliono causare a Thomas, inerme, a terra, sofferenze eccedenti". Secondo i giudici di secondo grado, lo stesso calcio dato alla vittima dopo la morte è causato dalla situazione psichica e dallo scarso controllo degli impulsi da parte del giovane, per il quale il collegio di appello aveva anche accettato la proposta per il percorso di giustizia riparativa. La Corte ha confermato i futili motivi, valutando nel giudizio la minore età non più subordinata alle aggravanti, ma anche le sue difficoltà psicologiche, sia pure non riconosciute come patologia, oltre alla partecipazione alle attività nel carcere minorile dove sta scontando la pena.