Omicidio di Aliona, la sorella: «Una lite prima delle coltellate»

18 Dicembre 2019

Nel corso dell’incidente probatorio, la giovane ha ricostruito i momenti prima dell’aggressione: «Stavo dormendo, fui svegliata dalle grida in casa: lui voleva una relazione, ma Aliona disse di no»

FRANCAVILLA AL MARE. Si è presentata in aula Natalia, la sorella di Aliona Oleinic, la 33enne moldava presa a coltellate nella sua casa di Francavilla da Roland Bushi e morta 45 giorni dopo l’aggressione. La giovane ha risposto alle domande del gip Luca De Ninis, nel corso dell'incidente probatorio. Rientrata nel suo Paese dopo la scomparsa della sorella, e adesso nuovamente in Italia, Natalia ha confermato quanto detto ai carabinieri lo scorso 3 settembre, giorno dell’aggressione.
La donna ha raccontato che nel momento in cui il ragazzo albanese si è presentato a casa loro, dov'era presente anche la madre delle due ragazze, lei dormiva, e di essere arrivata qualche minuto dopo sulla scena, richiamata dalla confusione e dalle grida: Roland voleva una relazione con Aliona, la ragazza no. Natalia davanti al gip ha aggiunto che i due ragazzi si erano conosciuti prima dell’estate e che spesso si vedevano in un locale in cui la sorella a volte andava per lavoro e altre solo per passare una serata in compagnia. Ha risposto con un “non ricordo” in riferimento ad alcuni dettagli che soprattutto la difesa, condotta dall’avvocato Antonello D’Aloisio, ha provato a far emergere, primo tra tutti quello relativo alla presenza o no, fin da subito, del coltello nelle mani di Bushi. Questo potrebbe essere un elemento chiave negli sviluppi del processo: Bushi rischia di essere rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione. Una prospettiva che complicherebbe non poco la questione per la difesa, che ha da subito sostenuto come il coltello utilizzato dall’aggressore per colpire undici volte la vittima fosse quello utilizzato per il pranzo. Una tesi questa, che se ritenuta plausibile consentirebbe all’avvocato dell’albanese di chiedere l’accesso al rito abbreviato. Non è da escludere che lo stesso legale possa far richiesta di una perizia sul suo assistito, per valutare quali fossero le sue capacità d’intendere e di volere al momento dei fatti. All’udienza era presente anche l'imputato: gli sguardi dei due ragazzi si sono incrociati più volte nel corso della mattinata, senza che nessuno dei due lasciasse trasparire alcuna emozione. Avrebbe dovuto rispondere anche la mamma di Aliona, che però non si è potuta presentare in aula per motivi di salute, considerando che si trova in Moldavia. Probabilmente si proverà con una videoconferenza, ma per fare ciò è necessaria una rogatoria, visto anche che la Moldavia non appartiene all'Unione Europea. Per il processo se ne riparlerà il nuovo anno.
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