Omicidio di Montesilvano, Fantauzzi interrogato in carcere: non volevo uccidere

26 Settembre 2017

Assistito dal suo avvocato, il 46enne ha ammesso le sue colpe spiegando al giudice che l'intenzione era di sparare alle gambe

PESCARA. Massimo Fantauzzi, 46 anni, di Montesilvano, arrestato sabato per l'omicidio di Antonio Bevilacqua, 21 anni, ha ammesso oggi le proprie responsabilità di fronte al giudice per le indagini preliminari che lo ha ascoltato in carcere, fuori dall'Abruzzo. Ma ha spiegato che non aveva intenzione di uccidere Bevilacqua.

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Il suo obiettivo, ha detto alla presenza dell'avvocato Pasquale Provenzano, era di dare una lezione al giovane rom e a un altro giovane che quella sera hanno avuto una discussione con un amico di Fantauzzi, dentro il pub di via Verrotti dove è avvenuto l'omicidio. Fantauzzi e l'amico avrebbero concordato la punizione nei confronti degli altri due - sparargli alle gambe -, ma poi sarebbe partito un colpo di fucile accidentalmente che ha raggiunto Antonio Bevilacqua all'occhio sinistro, uccidendolo sul colpo. Fantauzzi, pentito e provato, dopo aver occultato probabilmente con l'aiuto di un complice la moto e il fucile, si è nascosto tra Montesilvano Colli e Spoltore e si è arreso otto giorni dopo ai carabinieri. E ha chiesto di essere interrogato dal sostituto procuratore che sta coordinando le indagini dei carabinieri di Montesilvano e Pescara. L'amico del killer, che quindi ha assistito a tutto, fino ad ora si è dichiarato estraneo all'omicidio.