Omicidio, Fantauzzi condannato a 20 anni

All’uomo che uccise con una fucilata Antonio Bevilacqua anche 10 anni di libertà vigilata. Il pm: «È una persona cattiva»
MONTESILVANO. «Non ci sono parole». Non riesce a dire altro Maria Santeramo, madre di Antonio Bevilacqua, il giovane di 21 anni ucciso a fucilate in faccia il 16 settembre 2017 nel pub “Birrami” di via Verrotti a Montesilvano.
L'assassino di suo figlio, Massimo Fantauzzi, 47 anni, pizzaiolo montesilvanese reo confesso, è stato appena condannato con rito abbreviato a 20 anni di reclusione per omicidio volontario. Nel suo sguardo si leggono delusione e stupore, dai suoi occhi velati di lacrime traspare tutto il dolore che porta nel suo cuore, anche se in fondo se l'aspettava. Non è stato per lei un finale a sorpresa perché, tenendo conto delle norme applicabili, era prevedibile l'entità della pena che sarebbe stata inflitta all'assassino di suo figlio. E il giudice per le udienze preliminari Nicola Colantonio ha applicato perfettamente la legge nel calcolare la pena.
Le ragioni del cuore però mal si conciliano con i freddi calcoli previsti dal codice e la perdita di un figlio è un dolore troppo grande. La sentenza del gup, che ha accolto in pieno le richieste del pubblico ministero Paolo Pompa, arriva poco dopo le 13 e in quegli istanti il pensiero dei genitori e della moglie di Antonio è tutto rivolto a lui, al ragazzo di soli 21 anni, padre di una bimba di nove mesi, freddato a colpi di fucile e alla sua incolmabile assenza. Fuori dall'aula, ad attendere l'esito del processo, ci sono anche altri parenti e amici del giovane. L'omicida, invece, questa volta non c'è.
Quella tragica notte di fine estate 2017, a far precipitare la situazione sarebbe stata la parola "infame" pronunciata da Bevilacqua durante una discussione all’interno del pub.
Per riparare a questa offesa, il pizzaiolo avrebbe deciso di dare una lezione al 21enne. L'omicida sarebbe tornato a casa, si sarebbe cambiato i vestiti, avrebbe preso un fucile da caccia modificato e, con il volto coperto, sarebbe tornato nel locale di via Verrotti. Raggiunta la vittima, che era seduta al bancone, ha puntato il fucile al volto, uccidendola sul colpo. Quindi la fuga in moto e la breve latitanza, nascosto come un lupo solitario tra i Colli di Pescara e Montesilvano.
Per Fantauzzi, accusato pure di furto in abitazione di tre fucili da caccia, porto e detenzione dei fucili, alterazione delle caratteristiche e cancellazione della matricola del fucile utilizzato per uccidere Antonio Bevilacqua, è stata disposta anche l'applicazione della libertà vigilata per dieci anni, misura che si va ad aggiungere ai 20 anni di reclusione.
Il pubblico ministero in aula non usa mezzi termini nei confronti dell'omicida: «Fantauzzi è una persona cattiva e quindi chiedo che sia dichiarato delinquente per tendenza». Il pm Pompa si sofferma anche sul movente, sostenendo che forse sarebbe legato a questioni di droga. Un'ipotesi che l'avvocato Giancarlo De Marco, legale dei familiari del giovane ucciso, respinge totalmente: «Fantauzzi si è offeso per le parole ricevute».
De Marco pone anche la questione relativa alla mancata contestazione dell'aggravante dei futili motivi. «C'è delusione», dice al termine della lettura del dispositivo, «perché secondo noi c'era l'aggravante dei futili motivi e il giudice ha aggiunto 10 anni di libertà vigilata, alla richiesta del pm, forse rendendosi conto che 20 anni erano pochi».
Il difensore di Massimo Fantauzzi, l'avvocato Pasquale Provenzano, si limita solo a dire ai cronisti che «di fronte alla morte di un ragazzo non ci sono né vincitori né vinti», e aggiunge che attenderà le motivazioni della sentenza per valutare se ricorrere in appello.
Profondamente amareggiata la vedova Bevilacqua, Gabriella Tiberi, che crescerà da sola la figlia piccola.
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