Omicidio Jennifer, oggi la sentenza

Rito abbreviato per Davide Troilo: per il perito era in sè quando uccise la ex
PESCARA. È il giorno della sentenza, a meno di improbabili rinvii dell’ultimo minuto. A quasi 14 mesi dall’omicidio dell’ex fidanzata, oggi Davide Troilo conoscerà la pena che gli sarà inflitta dalla giustizia per una delitto che non sembra concedergli attenuanti.
Un verdetto alleggerito dalla scappatoia che gli concederà il ricorso al rito abbreviato, che taglia un terzo della pena, ma comunque non inferiore ai 30 anni se il giudice per l’udienza preliminare Nicola Colantonio opterà per il massimo della pena.
Neppure la perizia psichiatrica disposta dal gup ha offerto vie di fuga all’imputato: quando, il 2 dicembre 2016, Troilo ha colpito con 17 coltellate la sua ex Jennifer Sterlecchini, togliendole la vita, era perfettamente capace di intendere e di volere. Secondo il professor Massimo Di Giannantonio, docente di Psichiatria alla facoltà di Medicina dell'università D'Annunzio, l’ascensorista di 34 anni non era affetto «al momento del compimento dell'atto delittuoso, da patologie psichiatriche», né sussistevano «aspetti di malattia mentale tali da configurare una condizione di interesse medico-legale ai fini dell'imputabilità, ossia incidendo o diminuendo la capacità di Troilo di intendere e volere».
Si comincerà alle 11 e in aula saranno presenti la mamma e il fratello di Jennifer, parti civili.

