Omicidio Neri, in Procura lo zio e il cugino Lamaletto
Da settimane gli investigatori aspettavano il rientro dei due imprenditori in Italia Ma ormai le indagini dei carabinieri sono focalizzate sui giri di soldi di Alessandro
PESCARA. Li aspettavano da settimane, e anche se nel frattempo la bussola degli investigatori punta verso un’altra direzione, questa mattina saranno ascoltati in Procura. Si tratta di Camillo e Gaetano junior Lamaletto, zio materno e cugino di Alessandro Neri su cui gli investigatori si erano inizialmente soffermati al punto da sequestrare le due auto di grossa cilindrata utilizzate dal giovane Gaetano nei suoi spostamenti tra Giuliano Teatino, dove abita nella villa del nonno, e Pescara. Proprio la vicinanza dell’abitazione pescarese alla strada dove è stata ritrovata la Fiat 500 di Neri, in via Mazzini, unitamente alla sua partenza per gli Stati Uniti, un giorno prima della scomparsa del cugino, avevano indotto gli investigatori ad approfondire i rapporti tra i due e le rispettive famiglie. Rapporti rovinati dalle vicende societarie dei Lamaletto. Un impero da cui la madre di Alessandro, a cui era stata inizialmente affidata l’azienda vitivinicola di famiglia, era stata estromessa pochi anni fa a vantaggio del fratello Camillo. E proprio Laura, che due giorni fa ricordava in una delle sue dirette Facebook di essere stata tradita dalla sua famiglia, li accusò come responsabile della tragedia che l’aveva colpita. Salvo poi precisare che sarebbe impossibile pensare a un loro coinvolgimento nell’omicidio del figlio. Piuttosto, il suo riferimento era alle condizioni economiche in cui lei e i suoi figli si erano ritrovati dopo essere stati estromessi dall’azienda. Motivo per cui Alessandro avrebbe iniziato a industriarsi per portare soldi a casa. E adesso è proprio sulla pista dei soldi che sono concentrati i carabinieri guidati dal maggiore Di Pietro. (s.d.l.)

