Omicidio Neri, ucciso lunedì sera e gettato nel torrente da 2 metri di altezza

Autopsia di 8 ore: escluso che il ragazzo sia stato picchiato. Il 28enne è stato ucciso con un colpo di pistola al torace
PESCARA. Lunedì pomeriggio 5 marzo, il telefonino di Alessandro Neri era acceso. E si trovava nella zona del torrente Vallelunga, cioè nell’area in cui è stato ritrovato il cadavere del 28enne di Spoltore tre giorni più tardi, giovedì pomeriggio, nel torrente Vallelunga. Quel corpo è stato scovato da un cane molecolare (dell’associazione Abruzzo k9) che i carabinieri della Compagnia di Pescara e del Nucleo investigativo del reparto operativo hanno dirottato su quell’area proprio alla luce delle informazioni ottenute dalla localizzazione del cellulare.
Il telefonino si è spento lunedì stesso, in serata, e da quel momento le tracce si sono interrotte. E’ questo uno degli elementi in mano agli investigatori che stanno ricostruendo gli ultimi momenti di vita del 28enne che, quindi, può essere stato ucciso proprio lunedì, forse in prossimità di quel torrente, dove il corpo è stato scaraventato dal parapetto, da un’altezza di circa due metri e mezzo.
Alessandro è stato gettato nel corso d’acqua (in quel punto alto una trentina di centimetri), dove è stato recuperato dai vigili del fuoco con le gambe nel torrente e il corpo leggermente prono, tra gli arbusti. Prima di essere ucciso con un colpo di pistola il giovane non sarebbe stato picchiato, ma di più se ne saprà solo nel momento in cui saranno resi noti gli esiti dell’autopsia, eseguita ieri all’obitorio dell’ospedale di Pescara dal professor Cristian D’Ovidio. Con lui c’erano anche gli uomini del Ris di Roma, arrivati in città proprio per una serie di accertamenti, tra cui quelli balistici, relativi all’omicidio di Alessandro, detto Nerino. Dall'esame autoptico i militari si aspettano di sapere, oltre ai tempi della morte, anche da quale distanza è stato esploso l'unico colpo che avrebbe ucciso il 29enne. La distanza, infatti, può rivelare il luogo in cui si è consumato il delitto, a bordo di un'auto per esempio. L’esame è andato avanti dalle 10 alle 18 circa. Il corpo del giovane è stato anche sottoposto a una Tac completa, in modo da accertare eventuali traumi subiti dal giovane, magari durante una possibile colluttazione. Altre risposte arriveranno tra 60 giorni, nel momento in cui si conosceranno i risultati degli esami istologici e tossicologici sui campioni prelevati ieri da D’Ovidio. Strettissimo, su disposizione della Procura, il riserbo sull’esito dell’autopsia che comunque ha fornito agli investigatori elementi utili alla ricostruzione dei fatti e quindi sulle cause, sui tempi e sulle modalità della morte del 28enne.
Ai militari del Ris sarà chiesto anche di esaminare l’auto di Alesssandro, una Fiat 500 rossa che gli amici hanno ritrovato mercoledì mattina in via Mazzini, davanti a una pizzeria, e che è stata sottoposta a sequestro. Sulla carrozzeria e nell’abitacolo potrebbero essere scovati degli elementi utili a capire chi fosse in compagnia di Alessandro l’ultima volta che è stato a bordo della sua macchina, sempre che non sia stata portata lì da altri. Gli accertamenti nella zona del ritrovamento sono stati eseguiti invece dagli uomini del Nucleo investigativo, coordinati dal colonnello Gaetano La Rocca e dal maggiore Massimiliano Di Pietro e l’area è stata sottoposta a sequestro dalla Procura. (f.bu.)
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