Omicron, 13 casi sospetti Quasi tutti nel Chietino

Nuovi positivi: 446, il doppio del 2020. Pescara e Montesilvano le città più colpite Intensive: raggiunta la soglia del 10%, le aree mediche per ora ci evitano il giallo
Salgono a 13 i casi sospetti di variante Omicron in Abruzzo. La notizia arriva in tarda serata dal laboratorio genetico della D’Annunzio. Sono distinti, cioè non focolai, quasi tutti del Chietino e, in minima parte, del Pescarese. La conferma, avverte il genetista Liborio Stuppia, ci sarà nelle prossime 48 ore. Nel frattempo cresce anche il numero dei contagi da Covid. I nuovi casi sono 446. Ciò che più colpisce è il confronto con lo scorso anno: nell'ultima settimana i contagi sono stati molti di più, in alcuni casi anche il doppio, rispetto agli stessi sette giorni del 2020.
Molto più bassi, invece, grazie ai vaccini, i dati relativi ai ricoveri totali e ai decessi. La situazione, però, continua a peggiorare e le terapie intensive raggiungono la soglia da zona gialla. Solo il parametro sui ricoveri in area medica consente all’Abruzzo di restare per ora in zona bianca.
IL CONFRONTO. Nonostante la campagna vaccinale proceda spedita - la copertura ha ormai superato l'84% della popolazione over 12 - i numeri dei contagi, complice la diffusiva variante Delta responsabile della quasi totalità dei casi, sono in rapido aumento. Per comprendere quanto l'attuale fase sia delicata, è utile il confronto con lo scorso anno, quando i vaccini non c'erano ancora. Nel periodo 12-18 dicembre di quest'anno i nuovi casi sono stati 2.384; nella stessa settimana del 2020 erano stati 1.643. La variazione è pari al +45%. Ci sono giorni, come ieri, venerdì (439) e giovedì (506 nuovi casi), in cui i contagi sono stati quasi il doppio rispetto allo scorso anno. Se, come sta emergendo, i vaccini sembrano proteggere poco dall'infezione, i numeri continuano a confermare l'efficacia dei sieri rispetto alle forme gravi della malattia e, soprattutto, ai decessi. Negli ultimi sette giorni le morti legate al Covid-19 sono state sei; nella stessa settimana del 2020 erano state addirittura 94. Così come lo scorso anno in ospedale c'erano oltre 600 persone, mentre oggi ce ne sono meno di 150.
Ora, il timore degli addetti ai lavori è che la variante Omicron, ritenuta ancora più contagiosa, possa a breve sostituire la Delta e diventare prevalente, spingendo ulteriormente verso l'alto la curva del contagio. Ma finora il caso certo resta uno, anche se crescono quelli sospetti.
IL BOLLETTINO. I 446 nuovi casi sono emersi dall'analisi di 5.826 tamponi molecolari: è risultato positivo il 7,66% dei campioni. Dei nuovi positivi, il più giovane è una bambina di un anno della provincia di Teramo e il più anziano è una donna di 99 anni del Pescarese. Le città più colpite sono Pescara (37), Montesilvano (19), Chieti (17), Avezzano (16), Teramo (14), Lanciano, L'Aquila e San Giovanni Teatino (13), Ortona, Roseto e Vasto (12) e Città Sant'Angelo (10).
A livello territoriale, l'incremento più consistente si registra nella provincia di Chieti (+143), seguita dal Pescarese (+126), dal Teramano (+108) e dall'Aquilano (66). Si registra un decesso recente: un 97enne di Alba Adriatica. Il bilancio delle vittime sale a 2.615. I guariti delle ultime ore sono 201. Continua a salire rapidamente il numero dei positivi attuali: ora sono 6.625 (+243). E crescono i ricoveri, che arrivano a quota 140. In particolare, 122 pazienti sono in ospedale in area medica (+4) e 18 sono in terapia intensiva (+1).
Gli altri 6.485 sono in isolamento domiciliare (+238).
ZONA GIALLA. Alla luce degli ultimi dati, il tasso di occupazione dei posti letto in intensiva raggiunge la soglia limite del 10%, mentre resta fermo al 9% quello nell’area non critica, a fronte di una soglia da zona gialla del 15%. L'incidenza settimanale dei contagi per 100mila abitanti aumenta a 186 (soglia limite 50). Le Regioni passano in zona gialla quando tutti e tre i parametri superano i valori limite: al momento solo l'indicatore sui ricoveri in area non critica consente all'Abruzzo di rimanere in zona bianca.
A livello territoriale, i numeri più alti restano quelli del Teramano, dove l'incidenza è a 227. Segue la provincia di Pescara (183), in rapido peggioramento: una settimana fa era la metà di quella attuale, mentre ora è ai livelli più alti degli ultimi nove mesi. Nella sola Pescara l'indicatore è passato da 85 di una settimana fa a 202 di ieri. Poi ci sono il Chietino con 173 e l'Aquilano con 157.

