Omosex e bullismo La lezione contestata

Il genetista pescaresee Palka difende la famiglia tradizionale
PESCARA. Famiglia tradizionale e omosessualità : una lezione "contro le discriminazioni" al liceo Marconi divide le opinioni del mondo scientifico e degli insegnanti. «La natura ha stabilito che l'organizzazione familiare fosse costituita da un maschio e una femmina, cui possono aggiungersi i figli».
«Durante la lezione non si è parlato di omosessualità ma di cyberbullismo ed è discriminante impedire l'uso di una sigla, Arcilesbica, con la quale si sono presentate due professioniste capaci di fare divulgazione scientifica senza indottrinare nessuno». Il genetista cattolico Giandomenico Palka e la docente di psicologia al Marconi, Adria Scarcella, intervengono sulla polemica sollevata da Carola Profeta, rappresentante del consiglio di istituto di Portanuova, in rappresentanza di alcuni genitori, che hanno lamentato «l'introduzione delle teorie gender» durante una lezione organizzata dal liceo di via Marino da Caramanico, il 6 marzo scorso. Secondo Profeta, che ha inviato una lettera di contestazione agli uffici scolastici regionali e al ministero della Giustizia con il logo Fratelli d'Italia- An, dipartimento Tutela delle vittime della violenza di cui è referente provinciale, avrebbe organizzato una lezione basata su un «progetto contro la discriminazione, il bullismo e il cyberbullismo» ma in realtà divenuta una conferenza «sulle differenze di genere, ispirate al modulo gender, tenuta da una insegnante e una psicologa aderenti all'Arcilesbica».
La giornata informativa è stata promossa dal liceo Marconi, diretto dal preside Florideo Matricciano, in risposta a un avviso pubblico (Miur Dpo 25 novembre 2014) del ministero dell'Istruzione, che esorta gli istituti scolastici a presentare iniziative «sull'educazione alla relazione e contro la violenza e la discriminazione di genere» citata anche dalla legge sulla Buona Scuola. Per Profeta, invece, l'istituto non solo «non ha informato adeguatamente alunni (90 gli interessati, tra i quali i minorenni delle classi terze C e D di Scienze Umane e quarta Linguistico) e genitori sulla specificità e la delicatezza dei temi trattati» ma ha perseguito una linea diretta «all'indottrinamento di teorie sul cambiamento di sesso o su un tipo di educazione sessuale che destabilizzano i principi tradizionali delle famiglie».
Principi che vengono ribaditi da Giandomenico Palka, Ordinario di Genetica Medica e membro del consiglio direttivo della sezione Amci (Associazione Medici Cattolici Italiani) di Pescara. «La natura ha stabilito» scrive il genetista pescarese «che l'organizzazione familiare fosse costituita da un maschio e una femmina, cui possono aggiungersi i figli. Oggi l'istituzione familiare e lo stesso sesso maschile e femminile sono messi fortemente in discussione. Infatti, si ritiene che il sesso possa essere cambiato in un qualunque momento della vita, ignari che il maschio e la femmina sono contrassegnati da un sesso genetico ben definito, che non può essere cambiato. L'uomo può solo correggere chirurgicamente o con terapie ormonali i difetti di sviluppo sessuale. In ogni caso, i cambiamenti epocali non possono essere ignorati ma il fenomeno va studiato in profondità».
L'insegnante di psicologia al Marconi, Adria Scarcella, ha partecipato, «anche se solo per un'oretta», alla contestata lezione e assicura «che non si è parlato di omosessualità ma di cyberbullismo, di minoranze, di persone, soprattutto donne, che vengono umiliate dalla violenza in un periodo in cui tante donne vengono uccise con violenza. Tutto si è svolto in un clima disteso e all'insegna della divulgazione scientifica a opera di due professioniste che si sono presentate sotto la sigla dell'Arcilesbica e forse questo potrebbe essere stato interpretato come un errore, una strumentalizzazione. Ma discriminazione non è forse anche impedire l'uso di una sigla come questa? In fondo, anche la signora Profeta si è trincerata dietro una sigla e questa azione, non è certo una strumentalizzazione di un argomento delicato ma al quale bisogna approcciare con ampie vedute?».
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