Oncologia chiusa 4 giorni: trovati pazienti positivi

25 Aprile 2020

Bonificati gli ambienti: ricoverati trasferiti in altri reparti, tampone al personale

PESCARA. Pazienti infettati dal coronavirus a Oncologia: chiuso il reparto fino a lunedì per consentire la bonifica e l’igienizzazione dei locali del quinto piano dell’ala nord est, che fino a due giorni fa ospitavano 14 pazienti affetti da patologie tumorali.
Due i malati trovati positivi e immediatamente trasferiti nell’area Covid al sesto piano dell’ospedale. I restanti 12 pazienti sono stati temporaneamente dirottati in altri reparti del presidio, tra cui Chirurgia, in attesa di essere nuovamente ritrasferiti a Oncologia, appena dopo le festività, a sanificazione effettuata. Il personale medico e infermieristico di Oncologia, reparto chiuso da giovedì scorso, sarà sottoposto a tampone durante questo fine settimana. Il day hospital oncologico, che si trova sempre al quinto piano, invece, rimane aperto e prosegue la normale attività sanitaria.
«La situazione è sotto controllo», è la rassicurazione dei vertici sanitari che annunciano il ritorno dei pazienti in Oncologia già nella giornata di lunedì.
Malgrado la pandemia abbia cominciato la curva discendente, la conta dei morti non si ferma. Ieri c’è stata la cinquantaduesima vittima in città, tra le più giovani dall’inizio dell’emergenza. Si tratta di una donna di 37 anni, affetta da patologie pregresse, morta al Pronto soccorso martedì. Era residente a San Silvestro, ma originaria del Beneventano. È stata trovata positiva al tampone effettuato dopo il decesso.
Nel giorno in cui, ieri, all’ospedale Santo Spirito sono arrivati i macchinari per l’analisi di 2.400 tamponi giornalieri, vanno avanti i lavori di ristrutturazione e sistemazione della palazzina rossa, ex materno-infantile, tra via Rigopiano e via Paolini, che diventerà sede del Covid hospital, e che attualmente ospita Diabetologia e centro Alzheimer. I posti letto previsti sono 214 «ma i primi 30 saranno pronti entro il 13 maggio», è la previsione del manager Asl Antonio Caponetti, che anticipa il ridimensionamento futuro della struttura sanitaria pescarese. «Da ora in avanti si aprono scenari nuovi», rivela Caponetti, «questa situazione di emergenza ci dà la possibilità di ripensare i reparti ospedalieri, sempre che si possa contare sul reperimento delle risorse, finora carenti. Per l’ospedale Covid il grazie va alla Regione, alla Protezione civile e agli istituti bancari che hanno sostenuto finanziariamente il progetto per 10 milioni di euro. Una volta trasferito il reparto Infettivi al palazzo rosso», prosegue il direttore generale, «potremo anche pensare all’allargamento di Geriatria e Medicina, reparti sempre in sofferenza a causa del sovraffollamento, nell’attuale area Covid al sesto piano. Troveremo anche una sistemazione per Diabetologia».
Il manager Asl non nasconde la preoccupazione per nuovi focolai nel futuro, ma esamina lucidamente la situazione e le sue parole sono di speranza, ed è quindi necessario anticipare alcune mosse: «Uno dei primi provvedimenti sarà pensare a come riaprire le attività ambulatoriali». Caponetti va oltre e pensa a come sarà gestita la fase di riapertura delle attività commerciali: «Dovremo essere pronti a permettere alle varie categorie di esercenti di richiedere il tampone prima di rialzare le serrande, per la propria sicurezza e quella dei clienti». Ed ecco allora che le categorie professionali «potranno richiedere i tamponi alle strutture sanitarie, ma con ogni probabilità saranno a pagamento». Caponetti ieri ha inoltre annunciato un’intesa con l’Università della Pennsylvania, in collaborazione anche con la D’Annunzio, per un progetto di ricerca sui determinanti genetici dell’infezione da coronavirus.