«Oncologia, D’Alfonso blocca il primario»

13 Maggio 2015

Il direttore Asl D’Amario dopo la denuncia di Lombardo: pronti a firmare il contratto, ma la Regione non dà il permesso

PESCARA. È stato il commissario alla Sanità, il presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso, a bloccare l’arrivo del nuovo primario di Oncologia, un reparto che ormai è senza direttore da quasi due anni. Lo rivela il direttore generale della Asl Claudio D’Amario: «C’è il blocco della Regione», dice D’Amario dopo la denuncia dell’ex primario, Marco Lombardo andato in pensione nel 2013: «Il reparto è senza guida», questo il grido d’allarme di Lombardo, presidente della sezione pescarese della Lilt. Ma il successore di Lombardo ha già un nome e un cognome ma non un contratto: Carlo Garufi, 57 anni, medico specializzato in Oncologia e Medicina interna attualmente al Regina Elena di Roma. «Non è l’ultimo arrivato, vanta un curriculum importante e può dare tanto al reparto», sottolinea D’Amario, «ma la procedura è ferma e non posso essere io a sboccare il caso». Perché? «Nessun mistero», risponde il direttore, «D’Alfonso ha bloccato le procedure di nomina per questo e per altri casi. Finora, la Regione ci ha concesso il permesso di nominare i primari di Chirurgia, a Pescara e a Penne. Per il resto, c’è un blocco e non conosco le motivazioni ma, probabilmente, si tratta di un periodo di stand-by per programmare la razionalizzazione delle cure in un’ottica di area metropolitana. Spero che tutto si chiuda nel più breve tempo possibile perché lasciare un reparto senza guida è sempre un problema. Soprattutto per l’Oncologia», dice D’Amario, «che si sviluppa su tre presidi, Pescara, Penne e Popoli. Il reparto necessita di una riorganizzazione e la posizione di Lombardo è condivisibile. È giusto che un ex primario desideri che la sua eredità non va dispersa e il reparto migliori sempre di più». Secondo Lombardo, la mancata nomina può scatenare contenziosi: Garufi, durante la selezione, è stato il migliore di altri 8 candidati. «Ha avuto il punteggio più alto», ricorda D’Amario, «e ha già fatto una una diffida. Ma confido che tutto si risolverà presto e senza polemica». A breve, D’Amario incontrerà l’assessore regionale Pd alla Sanità Silvio Paolucci: «Serve il nulla osta della Regione e, quando arriverà, procederò subito», assicura il manager, «di certo, non sono uno che non decide ma, in questo caso, senza l’avallo della Regione non posso agire. Questo, ovviamente, rallenta la procedura ma è così. Il mio interesse resta ridurre i viaggi della speranza: sono contrario all’emigrazione sanitaria, non tanto per i costi della mobilità passiva, ma soprattutto perché si creano disagi ai pazienti non moralmente accettabili». Il direttore Asl rassicura sulle cure: «È stato mantenuto un buon livello assistenziale ma la mancanza di una guida toglie motivazioni, vale a dire quella leva che può contribuire a un salto di qualità. La nomina completerebbe il dipartimento di Diagnosi e cura delle neoplasie».

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