Ondate di caldo senza tregua E ora è allerta per gli incendi

Bollino rosso nelle province di Pescara, L’Aquila e Chieti: elevato rischio di roghi
Allo stato di allerta per le alte temperature, con l’Abruzzo che boccheggia stretto da una morsa canicolare, si aggiunge un’altra emergenza: il pericolo incendi. Per oggi e domani l’afa non darà alcuna tregua, anzi. E così c’è da temere anche per le bellezze naturali della regione. Oggi è bollino rosso incendi in provincia di Chieti, arancione per quelle di Pescara e L’Aquila. Domani tutte e tre le province saranno da bollino rosso e passa da verde ad arancione quella di Teramo.
QUALI PREVISIONI
Il bollettino regionale prevede la “suscettività all’innesco”, ovvero la possibilità che possa partire un rogo distruttivo: oggi è bassa solo nel Teramano, elevata nella provincia di Chieti, Alta; media per L’Aquila e Pescara. Per domani la situazione si aggrava: anche la provincia di Teramo si colora di arancione e virano al rosso tutte le altre.
COME SI PREVEDE IL RISCHIO
La suscettività all’innesco ipotizza uno scenario in base alle condizioni meteoclimatiche (esposizione al sole, temperature, vento) e all’umidità del combustibile vegetale. L’intensità del fuoco è molto bassa e la propagazione è molto lenta nel caso di rischio basso (verde o giallo); si passa all’arancione con intensità del fuoco elevata e propagazione veloce; con intensità del fuoco molto elevata e propagazione estremamente veloce il rischio è molto alto e quindi il bollino è rosso). Tale strumento di previsione punta a fornire agli uffici del Dipartimento informazioni a supporto delle attività della flotta aerea di Stato, così da modularne la gestione organizzativa.
QUALI LE ZONE IN PERICOLO
I parchi nazionali, le zone boschive, la macchia mediterranea, le creste collinari, le faggete, le oasi: in pratica, non c’è un luogo dell’Abruzzo nel quale un incendio non è destinato a causare danni incalcolabili al vasto patrimonio ambientale. Senza considerare, logicamente, tutti quelli che le fiamme potrebbero provocare a case, fattorie, strutture recettive.
COSì IN PASSATO
In dieci anni 745 sono stati gli incendi (solo nel 2022 quasi 100) con 17.523 ettari andati in fumo. Come non ricordare, nel 2017 i roghi sul Monte Morrone e a Fonte Vetica; nel 2020 gli incendi di Arischia-Pettino; l’anno dopo quelli di Tornareccio-Guilmi; quelli sviluppatisi dalla Costa dei trabocchi alla Val di Sangro.
LA PREVENZIONE
L’ultimo piano è stato presentato lo scorso 13 luglio all’Aquila dal presidente della Regione, Marco Marsilio, e dal direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Mauro Casinghini. Si basa su un’analisi della vulnerabilità a livello territoriale, tendendo conto delle caratteristiche del paesaggio abruzzese e degli ultimi incendi.
LA MACCHINA OPERATIVA
Casinghini ha fornito i dati relativi alla campagna abruzzese di contrasto agli incendi boschivi che è partita il 10 luglio per terminare il prossimo 17 settembre. «Sono coinvolte», ha spiegato Casinghini, «l’Agenzia regionale di Protezione civile, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, i carabinieri forestale, i Parchi nazionali in Abruzzo, gli enti locali, le organizzazioni di volontariato convenzionate con l’Agenzia». Ed ecco gli operatori e i mezzi: 35 operatori regionali; 8 direttori per le operazioni spegnimento; 20 coordinatori delle operazioni di spegnimento; 40 organizzazioni di volontariato convenzionate con la Regione Abruzzo specializzate nell’antincendio boschivo; due elicotteri dedicati all’antincendio boschivo; un elicottero dedicato S-64 che staziona per tutto il periodo all’aeroporto dei Parchi a Preturo in aggiunta alla flotta aerea regionale; 70 mezzi regionali con moduli antincendio; 80 veicoli convenzionati e allestiti per l’antincendio delle organizzazioni di volontariato; 3 moduli elitrasportati Heliskid; 1.200 operatori antincendio boschivo formati. Inoltre, è stato raggiunto un accordo con il Comando forze operative del Sud e con la prefettura dell’Aquila per disciplinare le modalità di attivazione del concorso del 9° Reggimento Alpini di stanza all’Aquila, i cui costi saranno a carico dell’Agenzia regionale di Protezione civile.
NORME FONDAMENTALI
Se si avvistano delle fiamme o anche solo del fumo telefonare al numero di soccorso 115 dei vigili del fuoco o al numero verde 800861016 (Protezione civile Regione Abruzzo). «Non bisogna pensare che altri l’abbiano già fatto», avvertono dalla Protezione civile. Si deve mantenere sempre la calma e parlare con chiarezza; indicare con la maggior precisione possibile la località precisando la provincia e il comune dell’area che sta bruciando; segnalare se sul posto vi sono già delle persone che stanno provvedendo a spegnere le fiamme. È bene tenere a mente che provocare un incendio è un illecito penale, punibile con la reclusione da 4 a 10 anni.
DANNI DA INCENDIO
I danni provocati dagli incendi, ed è lo stesso Casinghini a ricordarlo, vanno a incidere sulla vegetazione, sulla fauna, sul suolo, sull’atmosfera e sul paesaggio. Ci sono danni di primo ordine: si verificano al momento dell’evento o immediatamente dopo l’evento. Sono il diretto risultato del processo di combustione (il danneggiamento e la morte delle piante, il consumo di combustibile, la produzione di fumo e il riscaldamento del suolo) e poi quelli di secondo ordine: si verificano in un periodo di tempo molto più lungo, da giorni, a mesi e anche decenni dopo l’evento (i fenomeni erosivi, la dispersione del fumo e la successione vegetazionale).
PREVISIONI METEO
Arriva “Caronte bis”. Da oggi ci sarà una seconda risalita di aria calda e sono previste temperature elevate, con un clima ancora più rovente, almeno fino a domani. Temperature alte ovunque, anche in montagna, con massime superiori ai 30 gradi anche oltre i 1.200 metri di altitudine. La nuova ondata di caldo supererà le temperature dei giorni scorsi quando sono stati raggiunti i 42,3 gradi a Castiglione a Casauria (Pescara), i 38,8 a Popoli (Pescara) i 38,2 a Bussi sul Tirino e i 36,9 a Ofena o a Pescara che per ben dieci giorni consecutivi è stata tra le città con il bollino rosso del ministero della Salute? Sembrerebbe di sì, considerato che le temperature massime raggiungeranno infatti punte anche prossime o superiori a 40 gradi nelle aree pedemontane, localmente anche in prossimità della costa, complici i forti venti di caduta dall’Appennino. Da metà settimana è previsto un sensibile calo termico, seppur temporaneo. Ma bisogna pur sempre accontentarsi.
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