Onna, ferita ancora aperta

5 Aprile 2023

I lavori sono in forte ritardo e la ricostruzione del centro storico è ferma al palo

ONNA. La notte fra il 5 e 6 aprile del 2009 la frazione aquilana di Onna fu completamente distrutta dal terremoto. Quasi nessuna delle case del centro storico rimase in piedi e si contarono 40 vittime: persone che avevano da pochi mesi di vita e 90 anni. È una ferita aperta che ogni anno viene ricordata con momenti di preghiera e con un percorso del dolore lungo le strade dove ci sono ancora i segni della tragedia. Le associazioni di Onna – Onna Onlus, Pro loco, Centro anziani, Parrocchia, Congregazione – hanno messo a punto nei giorni scorsi il programma della commemorazione delle vittime del 6 aprile 2009.
OGGI
Nella chiesa del villaggio alle 20.30 ci sarà il Rosario. Alle 21 è prevista la santa messa celebrata dal parroco don Cesare Cardozo. Quest’anno, visto che si è nel pieno della Settimana santa, al posto della fiaccolata (che negli ultimi tre anni non si è svolta a causa della pandemia) ci sarà la Via Crucis – con alcuni passi preparati e letti per l’occasione dagli onnesi – per le strade del borgo storico. L’ultima stazione, la 14esima, è fissata alla Madonnina in via Properzi che per gli onnesi è il luogo del dolore. Fu sotto un salice, in mezzo a un prato, che 14 anni fa furono deposte le salme di chi non ce l’aveva fatta, prima di essere portate all’ospedale in un improvvisato obitorio e poi nella scuola della Guardia di finanza per i funerali solenni. Alla fine della via Crucis verrà recitata la preghiera scritta da Benedetto XVI per le vittime del sisma e letta dal Papa in occasione della sua visita a Onna e all’Aquila il 28 aprile 2009. Chiuderanno 40 rintocchi con la lettura dei nomi.
iL PUNTO
Partendo dal fatto che la ricostruzione di Onna è materialmente iniziata solo nell’autunno del 2015, si può dire che oggi siamo a poco più del 50% del percorso. E si parla di cantieri chiusi che poi è quello che conta (spesso i dati ufficiali si riferiscono alle pratiche “complete” che non significano automaticamente case nuove e agibili). Ci sono ancora dei buchi neri. In particolare in via dei Calzolai solo uno dei tre aggregati (gruppo di edifici) sta “partendo” proprio in questi giorni. Ce ne sono poi altri due da avviare intorno alla chiesa parrocchiale ricostruita e riaperta nel maggio 2016 grazie ai fondi della Repubblica federale tedesca. Altri in attesa sono in via dei Martiri e via del Forno.
SOTTOSERVIZI
Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica (chiesa a parte) siamo all’anno zero. Solo da un paio di settimane sono stati stanziati fondi per realizzare tratti di sottoservizi per consentire ad alcune famiglie di rientrare nelle case ricostruite. E poi ci sono da progettare gli spazi pubblici: l’attuale villa comunale è destinata a diventare la piazza principale che dovrebbe “dialogare” sia con la piazza storica che con la piazzetta del Panettiere, un suggestivo slargo che si apre su via dei Calzolai. In prospettiva futura ci sarà poi da pensare a una nuova pavimentazione, a una adeguata illuminazione e a un arredo urbano che potrebbero fare di Onna un “salotto” sicuro dal punto di vista sismico, a pochi minuti dall’Aquila. Per non parlare poi del lavoro, altrettanto importante, che gli onnesi e le associazioni locali dovranno fare per accelerare una ricostruzione sociale di cui si sente sempre più l’urgenza.