Operaio morto, sequestrato il camion

2 Gennaio 2024

Accertamenti sulla pedana che ha schiacciato il 58enne di Penne, Fabio Di Fabrizio: attesa per l’autopsia e per i funerali

PENNE. È stato sequestrato il camion rimorchio della tragedia sul lavoro a Collecorvino. Nel pomeriggio di venerdì scorso, una pedana di quel mezzo pesante ha travolto l’operaio Fabio Di Fabrizio, 58 anni di Penne, e l’ha ferito a morte. Poche ore dopo il ricovero nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara, Di Fabrizio è deceduto. Si tratta della 29ª vittima sul lavoro in Abruzzo nel 2023: un numero troppo grande che proietta l’Abruzzo tra le peggiori regioni d’Italia per la sicurezza sul lavoro. Sull’incidente mortale, è aperta un’inchiesta: oggi potrebbe essere disposta l’autopsia. Non sono stati ancora fissati i funerali.
Di Fabrizio, ex dipendente della Brioni, era al lavoro in un’azienda che si occupa di allestimento di cantieri edili: secondo la prima ricostruzione dei carabinieri di Montesilvano, stava lavorando nella sede della ditta in via dell’Artigianato ed era impegnato nelle operazioni di carico di un mezzo pesante, quando la pedana del veicolo, per cause in corso di accertamento, lo ha schiacciato. È accaduto tutto nel giro di pochi secondi. Immediatamente dopo essersi ritrovato sotto la pedana, l’operaio è stato soccorso dai colleghi: sono stati loro i primi a intervenire, a dare l’allarme e a richiedere l’intervento del 118. E adesso gli altri operai saranno chiamata dai carabinieri a ripercorrere i secondi che hanno preceduto l’incidente sul lavoro.
Di Fabrizio, trasportato in ospedale, è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione. Nella notte, però, il decesso a causa delle gravissime lesioni. Sul posto, insieme ai carabinieri della compagnia di Montesilvano, anche il personale della Asl di Pescara per capire cosa è accaduto davvero. La prima domanda dell’indagine è se tutte le regole sulla sicurezza siano state rispettate. E poi potrebbero essere eseguiti accertamenti sul mezzo pesante: potrebbe essere stato un guasto a causare la tragedia oppure una manovra sbagliata? Sarà l’inchiesta a dare risposta a questi interrogativi.
Di Fabrizio lascia la moglie Rossana, due figli, Stefano e Barbara, e un nipotino di pochi mesi. L’operaio abitava in contrada Cirolo, a Penne. La morte di Di Fabrizio nei giorni tra Natale e Capodanno ha colpito la comunità di Penne: l’ennesima disgrazia del lavoro ha provocato commozione ma anche rabbia. (p.l.)