Operaio precipita e muore

Senegalese di 24 anni cade da 10 metri nel cantiere per la ristrutturazione di una chiesa
TERAMO. C’è un altro operaio che non tornerà più a casa e c’è un’inchiesta giudiziaria con i primi indagati che dovrà spiegare il perché dell’ennesimo infortunio mortale.
In questo Paese che continua a contare le vittime sul lavoro, tra richiami inascoltati (come quelli sempre più frequenti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella) e leggi spesso inapplicate, un’altra tragedia si consuma in pochi attimi tra le viuzze del centro storico di Teramo, nel cantiere aperto per la ristrutturazione post-sisma della chiesa di Sant’Agostino. La vittima si chiamava Ibrahima Dramè, 25 anni da compiere a giugno, arrivato dal Senegal in Italia nel 2017 con il sogno di un lavoro che aveva trovato nella ditta Alba Restauri di Fontanelle di Atri, impresa esecutrice dei lavori nella chiesa, mentre la committente è la curia teramana. Poco dopo le 15 il giovane operaio è precipitato da un’altezza di dieci metri mentre stava lavorando insieme con un collega. Quest’ultimo, un 43enne di Atri, è finito su una bancata che lo ha salvato. Per Dramè non c’è stato nulla da fare: è caduto a terra dopo un volo di dieci metri. I soccorsi sono stati immediati, in poco tempo le ambulanze del 118 sono arrivate sul posto ma gli operatori non hanno potuto far altro che accertare la morte del giovane.
L’altro operaio ha riportato fratture varie ed è stato ricoverato in ospedale ma non è in pericolo di vita. Tra i primi ad intervenire i colleghi di lavoro e tra questi un connazionale della vittima arrivato da poco in Italia e che condivideva con lui l’alloggio a Fontanelle di Atri.
Secondo una prima ricostruzione, tutta ancora da accertare, i due operai stavano ultimando l’installazione di una impalcatura di ferro e sembra che uno dei due fosse impegnato nel passaggio di alcuni pezzi all’altro. Inizialmente si era diffusa la voce che i due fossero all’interno di un cestello, di quelli che si utilizzano nei cantieri, ma al momento questa ipotesi non è stata confermata. Non si esclude che possa esserci stato un cedimento improvviso dell’impalcatura su cui gli operai si trovavano.
Sembra che l’operaio precipitato non avesse un’imbracatura, ma anche questo particolare non è stato ancora confermato. Le conferme della dinamica del drammatico infortunio arriveranno solo al termine degli accertamenti disposti dal sostituto di turno Enrica Medori intervenuta sul posto (insieme al medico legale Giuseppe Sciarra) e che ha delegato alle indagini i carabinieri della compagnia di Teramo con quelli del Nil, il nucleo per la tutela del lavoro. Sul posto dell’incidente sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale di Teramo.
Il cantiere della chiesa, così come previsto in questi casi, è stato sequestrato e nei prossimi giorni verrà disposta l’autopsia. In queste ore dagli uffici della Procura stanno partendo i primi avvisi di garanzia, atto dovuto in presenza di un accertamento irripetibile come l’autopsia che consente agli indagati di nominare un proprio consulente. I carabinieri già da ieri hanno raccolte le prime testimonianze degli operai del cantiere e nelle prossime ore ascolteranno anche il ferito, testimone oculare della tragedia.
Sul posto della tragedia sono intervenuti il vescovo Lorenzo Leuzzi e il sindaco Gianguido D’Alberto.
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