Operaio precipitato dal tetto Due indagati per la sua morte

28 Gennaio 2020

Sono l’ingegner Walter Di Felice e il polacco titolare della ditta che stava smantellando il capannone Eseguita l’autopsia sul 26enne caduto da 12 metri. Ancora sotto sequestro l’area ex Merker

TOCCO DA CASAURIA. Ci sono due indagati per la morte di Igor Pawel Majcher, 26 anni, l'operaio che il 24 gennaio scorso è caduto da un’altezza di 12 metri, mentre stava lavorando sul tetto di un capannone della ex Merker di Tocco da Casauria, oggi di proprietà della Viberti-Wielton. Sono l’ingegnere Walter Di Felice, e il polacco Leszek Krzysztof Bocian, titolare della ditta che stava eseguendo i lavori di smantellamento dei capannoni. Sono indagati per omicidio colposo in concorso «per aver colposamente cagionato la morte di Majcher, nel cantiere presso l’opificio ex Merker». Il pm Fabiana Rapino ieri mattina ha affidato l'incarico al consulente Pietro Falco, alla presenza dell’avvocato Alessandro Perrucci che assiste i due indagati. Il magistrato ha formulato al suo consulente tutti i quesiti utili per comprendere le cause della morte dell’operaio e il perito, che ieri stesso ha effettuato l’autopsia, depositerà la sua consulenza fra 60 giorni.
Intanto, stanno andando avanti gli accertamenti degli ispettori della Asl e dei carabinieri che dovranno verificare l’esistenza o no di tutte le misure di sicurezza che, secondo le rigide norme imposte dalla legge, devono essere presenti nel cantiere. Secondo la prima ricostruzione fatta dai carabinieri la vittima, che è giunta dalla Polonia con la ditta incaricata dei lavori, alle 9 del mattino del 24 gennaio scorso era salito sulla parte più alta della struttura. Poi, poco dopo, la drammatica caduta. Vengono chiamati subito i soccorsi e sul posto arriva un elicottero del 118. Il 26enne viene rianimato e trasportato d’urgenza all'ospedale con indosso ancora l’imbragatura da lavoro. A Pescara viene rianimato di nuovo ma, subito dopo il ricovero, il suo cuore si ferma e tutti i tentativi dei medici per strapparlo alla morte risultano inutili.
Intanto i militari, sul posto, cominciano a sentire i colleghi di lavoro della vittima per cercare di capire qualcosa di più sulla dinamica della caduta. Da un primo esame sembra che gli operai fossero dotati delle attrezzature necessarie per quel tipo di attività, ma altri accertamenti dovranno essere sviluppati sia dai carabinieri sia dagli ispettori della Asl. Nel frattempo, la magistratura ha disposto il sequestro dell’area per consentire ogni altra attività di indagine. Era stata la ditta proprietaria della struttura, la Wielton, ad affidare l’incarico alla ditta polacca alla cui dipendenze lavorava regolarmente la vittima.
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