«Ora individuate i responsabili dei malori»

Scafa. Dopo il divieto di consumare acqua potabile, il consiglio comunale chiede provvedimenti
SCAFA. Scafa chiede che l’acqua erogata per le utenze del proprio territorio sia costantemente potabile e sottoposta a controlli che ne garantiscano la qualità, e avverte che vigilerà affinché venga fatta chiarezza sull’accaduto e soprattutto analisi su quanti sono stati colpiti da patologie. È questa la sintesi della risoluzione del consiglio comunale di Scafa (approvato con i voti della sola maggioranza), convocato per discutere l’emergenza dell'acquedotto Orfento. Un disagio iniziato lo scorso 10 ottobre con le segnalazioni di casi di dissenteria, con vomito e diarrea dei residenti, in contrada Colli e di altri nel territorio di San Valentino. Circostanze che hanno indotto il sindaco Maurizio Giancola a pubblicare un avviso a «non a non utilizzare l’acqua se non previa bollitura», in attesa di avere notizie dall'Aca, ente gestore dell’acquedotto, che comunicava di aver interessato la Asl per disporre prelievi alle utenze interessate e all’uscita del serbatoio “Colli”, che serve le medesime contrade di Scafa, a sua volta rifornito dalla sorgente dell’Orfento.
Intanto il 12 ottobre, nell'attesa dei risultati, il Comune di Scafa pubblicava un ulteriore avviso a non utilizzare l’acqua per uso potabile, consigliando alla Asl di predisporre analisi sui cittadini colpiti da tali patologie per accertarne le cause. E il giorno dopo la Asl confermava la necessità di inibire l’utilizzo dell’acqua erogata per le utenze di San Valentino (via Di Vittorio) e l’uso dell’acqua del serbatoio Colli previa bollitura, riservando, all’esito di ulteriori controlli, l’eventuale cessazione della non conformità dell’acqua erogata. Il giorno dopo l’Aca confermava che l’acquedotto Orfento era staccato dal serbatoio Colli, rifornito dall’acquedotto La Morgia, mentre le utenze interessate venivano approvvigionate con acqua di cisterne e serbatoi esterni.
Nei giorni 19 e 20 ottobre Asl e Aca comunicavano il ritorno alla normalità e confermavano l’utilizzo dell'acqua per scopi alimentari previo bollitura. Un storia infinita che ha tenuto in ansia l’intera popolazione generando timori e disagi. «Spetta ora alle Autorità competenti», si legge nelle risoluzioni del consiglio comunale di Scafa, «individuare le eventuali responsabilità di un tale disastro. Non è nostra intenzione porre in essere comportamenti persecutori nei confronti di alcuno. Ma gli eventuali autori di omissioni e/o di comportamenti negligenti non possono rimanere impuniti».(w.te.)

