Ora Mattoscio apre a D’Alfonso: si va verso il confronto pubblico

Il presidente risponde al senatore Pd: «L’appello alla collaborazione è pienamente raccolto» E dopo due no consecutivi incassati il politico controbatte: «Sarà l’occasione per altri chiarimenti»
PESCARA. Nicola Mattoscio risponde al senatore Luciano D’Alfonso. «L’appello fatto alla collaborazione è pienamente raccolto», dice il presidente di lungo corso della Fondazione Pescarabruzzo finito nel mirino della commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Per due volte consecutive, D’Alfonso si è visto chiudere la porta in faccia perché voleva tenere la sua conferenza stampa nella sede della Fondazione o dell’Istituto di designer Isea, collegato a triplo filo con Pescarabruzzo.
In sintesi, il senatore dem, voleva dire, a Mattoscio, da 25 anni presidente, che il suo tempo ormai è scaduto. E lo ha detto, seppure non in campo avverso, cioè in quelle stanze targate Pescarabruzzo. A 24 ore dalla conferenza del dem, che si è tenuta nelle Provincia di Pescara, Mattoscio decide di aprire al dialogo. Apre le porte finora rimaste chiuse per D’Alfonso. E accetta l’invito alla collaborazione «in quanto», dice, «va esattamente in direzione dello stile istituzionale da sempre osservato dall’Ente». La controreplica di D’Alfonso è immediata: «Bene», afferma, «quindi accetterà la mia richiesta di confronto pubblico per chiarire molte altre cose».
Tre le domande che il senatore ha posto in conferenza stampa. E alle quali Mattoscio dà risposta. La prima riguarda il limite dei due mandati, ampiamente superato. «La posizione del professor Mattoscio, in linea sostanziale con le situazioni di numerose altre Fondazioni colleghe, è perfettamente coerente con il dettato normativo e statutario. Se si vuole, invece, la non rinnovabilità anche dopo due mandati pur saltandone qualcuno, si cambi la legge», questa è la risposta che D’Alfonso commenta subito: «Sì, le modifiche alla norma, cioè al protocollo del 2015 siglato tra Fondazioni e Mef, vanno fatte subito. Il ministero ci sta già lavorando».
Mattoscio prosegue: «Si chiede che il 10% delle erogazioni dell’Ente sia da riservare alle sofferenze nel sociale. Nell’ultimo triennio Pescarabruzzo ha deliberato erogazioni a favore del volontariato sociale in una misura pari al 24%. Si aggiungono 60mila pasti in media annui distribuiti con grande impegno dalla Caritas nella Cittadella dell’Accoglienza, di proprietà della Fondazione, dove sono state ospitate circa 200 persone annue senza fissa dimora». Seguono altre iniziative come quella contro la povertà educativa minorile. La terza domanda di D’Alfonso è su un articolo dello statuto che permette alla Fondazione di svolgere una verifica su chi designa gli organi della stessa. Per il senatore quell’articolo limita libertà e autonomia. Mattoscio però ribatte: «Corrisponde, parola per parola, all’obbligo di previsione statutaria imposta dall’Autorità di Vigilanza con il Protocollo d’intesa Acri-Mef del 22 aprile 2015», cioè lo stesso patto tra Fondazioni e ministero di cui si parlavo prima, e del quale D’Alfonso annuncia modifiche in cantiere.
Mattoscio conclude auspicando che «una volta forniti i chiarimenti pubblicamente sollecitati, si ripristinino livelli corretti di interlocuzione istituzionale». D’Alfonso ci sta, ed è soddisfatto per l’apertura alle sue richieste che comprendono il confronto pubblico.

