«Ora Medicina e Geriatria sono al collasso»

3 Febbraio 2018

L’assessore Tulli parla delle difficoltà quotidiane in ospedale e lancia un Sos a Regione e Asl

PENNE. Le difficoltà dell’ospedale San Massimo di Penne sembrano non avere fine ed il declassamento a presidio di area disagiata è oramai dietro l’angolo. Il Tar ha respinto anche due ricorsi, presentati prima dal Comune di Penne e poi dai Comuni dell’area vestina, per tentare di bloccare il depotenziamento del San Massimo. Le carenze di personale medico ed infermieristico rendono sempre più difficili, poi, le attività ospedaliere.
L’ultimo Sos arriva dai reparti di Medicina e Geriatria. A Medicina sono in servizio solamente due medici che faticano a garantire le attività quotidiane e a coprire i turni.
«Medicina e Geriatria sono al collasso», denuncia l'assessore alla Sanità del Comune di Penne, Giuseppina Tulli. «Le unità operative lavorano senza programmazione, mentre la riduzione di personale medico e infermieristico registrata negli ultimi mesi ha ridotto la qualità di assistenza. La situazione è drammatica. È assurdo che la struttura vestina sia stata lasciata in abbandono, senza una programmazione sanitaria e amministrativa. Invitiamo, pertanto, la giunta regionale a modificare il piano di riorganizzazione sanitaria regionale. È tutto sbagliato, penalizza i territori, in particolare quello vestino. Come amministrazione comunale chiediamo, inoltre, al direttore generale della Asl Armando Mancini di sospendere gli effetti dell'atto aziendale della Asl di Pescara, ratificato recentemente dalla Giunta regionale: non tiene conto delle criticità dell'area vestina e umilia, di fatto, il presidio ospedaliero di Penne», continua Tulli. Il disagio dell’ospedale di Penne, a dire il vero, arriva da lontano. Negli anni sono tagliati i servizi e il personale medico ed infermieristico andato in pensione non è stato rimpiazzato adeguatamente.
L’organico dell’ospedale è sceso di circa 25 unità mediche, passando da 75 a circa 50. Sono stati penalizzati quasi tutti i reparti: da Geriatria a Medicina, da Cardiologia al Pronto soccorso, passando per Anestesia e Laboratorio analisi. E nella palestra riabilitativa, se fino al 2000 erano in servizio 11 fisioterapisti che servivano anche gli utenti esterni alla struttura ospedaliera, oggi ve ne sono solo tre ed il servizio funziona unicamente per i pazienti ricoverati.
Negli anni il presidio vestino ha fatto i conti con un reparto Rianimazione ridotto a “Tipo”, Terapia intensiva post operatoria, con il Laboratorio analisi passato da Unità operativa complessa ad Unità operativa semplice. E c’è stata la chiusura di Ginecologia e Punto nascite.
Francesco Bellante
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