«Ora serve un piano per l’estate»

13 Giugno 2021

Le associazioni di categoria chiedono garanzie al Comune sugli orari di luglio

PESCARA. Non accenna a placarsi la polemica attorno alla regolamentazione oraria della vita notturna di Pescara. Domani mattina, Confesercenti, Confcommercio, Cna e Confartigianato terranno una conferenza stampa unitaria, sull’ordinanza che fino al 7 luglio disciplina le chiusure per le attività di food and beverage differenziando la città in due grandi zone.
Prima della firma del provvedimento si sono susseguiti diversi confronti dei rappresentanti delle associazioni con il sindaco Carlo Masci, ma il risultato contenuto nell'atto ha lasciato l'amaro in bocca nella categoria, delusa per una limitazione che arriva nei giorni di partenza della stagione estiva e di allentamento delle restrizioni anti-Covid, grazie al passaggio in zona bianca. «Vogliamo delle risposte sin da ora su ciò che accadrà dopo il 7 luglio, quando questa ordinanza giungerà a scadenza», anticipa Gianni Taucci, direttore di Confesercenti Pescara, «non possiamo pensare che se ne riparli direttamente a ridosso di quella data. Con le altre associazioni formuleremo una richiesta unitaria, non entrando nel merito degli orari. Dopo una serie di scelte che hanno decretato grossi sacrifici, le imprese non si riescono a gestire in maniera tranquilla. È naturale che per evitare che il sistema si rompa dobbiamo avere delle certezze in netto anticipo. Inoltre le dichiarazioni dei residenti non tranquillizzano affatto le imprese».
Il riferimento è all'annuncio del comitato Tranquillamente Battisti di voler attivare l'iter per l'accertamento acustico sul rumore notturno e sull'osservanza delle norme, come il divieto di somministrazione sul suolo pubblico delle bevande, minacciando le vie giudiziarie. «Non c'è margine di trattativa da parte dei residenti ed è un fattore che ci preoccupa», prosegue Taucci, «in questo ambito vogliamo delle risposte dalla politica. Siamo preoccupati del nervosismo delle imprese. Se i residenti vogliono far tornare piazza Muzii allo spaccio e alla prostituzione se ne assumessero la responsabilità. Oggi quel distretto è riqualificato proprio per la presenza delle attività». (m.pa.)
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