Orari e movida: vertice nella sede Arta

Domani il confronto tra associazioni di categoria, esercenti e residenti. Cremonese e Testa: serve una soluzione definitiva
PESCARA. Comune, Arta, Asl, associazioni di categoria, esercenti e residenti. Tutti attorno a un tavolo per tentare di trovare un punto di incontro nel braccio di ferro sulla movida pescarese. Accadrà domani alle 15,30 nella sede dell'Agenzia regionale per la tutela dell’Ambiente (Arta). A volere la riunione sono l’assessore alle Attività produttive Alfredo Cremonese e il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Guerino Testa.
Con la riapertura delle discoteche dopo 18 mesi di stop dovuto al Covid, anche i locali con la licenza da ballo che si trovano nella zona di piazza Muzii devono adeguarsi agli stessi orari di bar e ristoranti, e cioè mezzanotte dalla domenica al giovedì e l'una e mezzo venerdì e sabato. Nel resto della città, invece, si può ballare fino alle 4 il sabato e un'altra sera a settimana e alle 2 per le altre serate. Ed è da questa ulteriore restrizione, che ha generato nuove polemiche, che Testa e Cremonese hanno deciso di provare a riunire tutti per un confronto definitivo.
Sull’area di piazza Muzii pesa la relazione dell’Arta che sulla base di rilevamenti fatti a luglio e agosto ha evidenziato significativi superamenti dei decibel sia di giorno che di notte. L’idea dei due esponenti di Fratelli d’Italia è quindi di cercare una mediazione fra le esigenze dei due antagonisti, e cioè dei locali e dei residenti.
Nei giorni scorsi, Testa e Cremonese hanno già avuto un primo incontro con il direttore generale dell'agenzia, Maurizio Dionisio, e domani si riunirà per la prima volta il tavolo allargato. «Vogliamo trovare un punto di equilibrio», anticipa Cremonese.
«Non entreremo sulla questione oraria, ma vogliamo individuare soluzioni tecniche che possano essere definitive. Una proposta potrebbe essere quella di stilare un protocollo della sana movida. Una serie di regole che tutti i soggetti coinvolti dovranno rispettare. Dove c’è alta densità potremmo pensare per esempio a individuare un orario per stoppare la musica, oppure limitare il servizio sul suolo pubblico, o individuare un numero massimo per il consumo al banco o ancora adottare una linea più morbida per le attività nei mesi estivi. Si potrebbe pensare anche a un bollino per identificare quei locali che rispettano e aderiscono al protocollo. Queste sono solo delle ipotesi», precisa Cremonese «e la riunione servirà a capire con i vari attori se questa idea ha le gambe per camminare». (m.pa.)
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