Orari, riparte il braccio di ferro Confronto tra gestori e Comune

Domenica scade l’ordinanza che prevede la chiusura alle 2 e i titolari dei locali chiedono la proroga Taucci: «Serve una pianificazione più ampia. Si potrebbe continuare così per tutto il mese di agosto»
PESCARA. Si riapre oggi il confronto, in Comune, sugli orari della movida. L’ordinanza del sindaco Carlo Masci firmata il 24 luglio, fissa alle 2 di notte l’orario di chiusura dei «pubblici esercizi in cui si somministrano o si vendono alimenti e bevande», come bar, pub, ristoranti e pizzerie e stabilimenti balneari, in tutta la città. Ma solo dal 9 e fino al 22 agosto, domenica. Questa mattina il Comune incontrerà le associazioni di categoria, alle 10, per decidere come proseguire l’estate. E tutti i rappresentanti del settore concordano sul fatto che si dovrebbe seguire la stessa linea anche nei prossimi giorni, almeno fino alla fine del mese, senza prevedere restrizioni di orari.
«Gli orari attuali», dice Fabrizio Vianale della Confartigianato «sono quelli che abbiamo proposto noi a giugno. Li avevamo ipotizzati per tutta l’estate, in realtà, e a questo punto crediamo che andrebbe trovata una soluzione valida per tutto l’anno da individuare nell’ambito di un tavolo a cui va invitato anche il Comitato Tranquillamente Battisti», composto dai residenti della zona di piazza Muzii che chiedono di poter riposare, senza il baccano che arriva dalla strada, e sollecitano il rispetto delle regole da parte di chi gestisce i locali. «Se il Comune non dovesse convocare il Comitato, ma non vedo perché non dovrebbe farlo, lo faremo noi», annuncia Vianale. Prima di arrivare ad una eventuale sintesi, potrebbe esserci una fase intermedia durante la quale Confartigianato chiede di mantenere «l’orario di chiusura alle 2, il venerdì e il sabato». Ma «l’incontro va convocato subito, anche sulla base di uno studio dei decibel che è stato realizzato in quella zona». Per Confartigianato la partita è troppo importante e «non possiamo rinunciare al luogo che rappresenta l’attrazione della città».
«L’ideale sarebbe stata una programmazione degli orari dall’inizio dell’anno fino al 31 dicembre», dice Gianni Taucci dalla Confesercenti, «e invece si riparla degli orari il giorno prima della scadenza dell’ordinanza. Non è possibile che dobbiamo dire alle aziende come organizzarsi proprio sotto data. Sul metodo, quindi non ci siamo, e chiediamo una pianificazione». C’è anche il timore che «il Comune ci convochi anche stavolta soltanto per comunicarci i nuovi orari», senza alcun confronto, e «chiediamo che non ci sia una regressione importante. Anzi, per noi l’orario attuale è corretto e si potrebbe continuare così fino alla fine di agosto per poi imporre la chiusura alle 2 solo nel fine settimana». Altra richiesta: per l’occupazione degli gli spazi all’aperto «serve un regolamento definitivo».
Anche Dino Lucente di Casartigiani chiede di «puntare sugli spazi esterni ma ora la regolamentazione è prevista solo fino al 31 dicembre per cui sarebbe necessaria una proroga anche per l’inverno, per consentire ai locali di continuare a lavorare». Il limite orario delle 2, suggerisce, «potrebbe essere prorogato a settembre e ottobre e i residenti devono sapere che le attività devono lavorare». Per Lucente è importante anche un altro aspetto, cioè la vaccinazione. «Vanno vaccinati gli studenti, che possono passarsi il virus, altrimenti non si risolve niente», conclude.
La valutazione sulla pandemia è prioritaria anche per Carmine Salce, della Cna. «Continuiamo così fino alla fine del mese e valutiamo il numero dei contagi. La limitazione degli orari deve essere legata al fatto che le attività devono avere la possibilità di stare aperte in sicurezza mentre l’aspetto dei residenti è secondario. La questione degli orari, cioè, non può essere legata al riposo delle persone anche perché sarebbe necessaria una analisi dei rumori, ma non c’è», conclude Salce.
«Se l’orario attuale non ha creato problemi, non si può prorogare fino a fine mese e poi anche a settembre?», chiede a nome della Confcommercio Riccardo Padovano. «Se non ci sono state difficoltà, continuiamo l’esperimento, manteniamo il limite alle 2, facendo delle verifiche ogni 15 giorni. D’altronde, se è bel tempo si possono usare gli spazi all’aperto».

