«Ore di angoscia per i cugini allo stadio»

17 Novembre 2015

Gaia Cavuto, 19 anni di Tollo, è ospite a Parigi dagli zii. Il giorno dell’attentato è stato il più lungo della sua vita

TOLLO. «Sembrava di essere in una scena di un film». Non crede ancora a quello che purtroppo ha vissuto da vicino Gaia Cavuto, 19 anni, di Tollo, una delle tante italiane che venerdì si trovavano a Parigi in quelle ore di puro terrore. Gaia è partita circa un mese fa alla volta della capitale francese per vivere una nuova esperienza dopo il diploma ottenuto al liceo artistico di Chieti.

Da un piccolo paese della provincia teatina qual è Tollo, poco più di 4mila anime, ad una delle metropoli d'Europa: tutto meravigliosamente bello per una ragazza di 19 anni, tutto come in un sogno, fino a quando venerdì un gruppo di terroristi le hanno trasformato quello stesso sogno in un incubo. «Mio zio è di Pescara, mia zia francese. Risiedono a Parigi», racconta Gaia, «e mi hanno dato l'opportunità di vivere un po’ di tempo con loro. Adoro le lingue, rimarrò qui fino a Natale con l'obiettivo di apprendere il francese». La sera degli attentati Gaia era a casa proprio con gli zii, nell'abitazione che dista appena quindici minuti dallo Stade de France, dove si sono udite le prime esplosioni. «Stavo guardando la partita Francia-Germania in tv e inizialmente non mi sono accorta di nulla» sostiene Gaia. «Le prime informazioni mi sono arrivate da un'altra mia zia che vive a Pescara. Preoccupata mi ha chiesto se fossi a casa, in quanto aveva appreso che a Parigi si stavano verificando delle sparatorie, aggiungendo che queste erano in corso nella zona dello stadio». A quel punto è scattata la preoccupazione: «Appena dopo il termine dell'incontro la tv francese ha parlato di ciò che stava accadendo. I miei due cugini erano allo Stade de France, li ho contattati per sincerarmi delle loro condizioni. Mi dissero che per fortuna stavano bene ma che c'erano molte persone in campo in attesa di uscire. Loro sono tornati a casa alle 2:40 e hanno parlato di tanta confusione sulle strade e di gente ovunque». E Gaia come ha reagito a questa situazione? «Ero parecchio spaventata. Non ho mai vissuto un'esperienza tanto terrificante così da vicino. Le televisioni lanciavano appelli alla cittadinanza affinchè rimanesse a casa. Nel frattempo sono iniziati ad arrivarmi i primi messaggi dall'Italia di amici e familiari che erano preoccupati per me. Il mio primo pensiero in quei momenti è andato proprio alla mia famiglia. L'ho rassicurata subito, mentre fuori si sentivano sirene dappertutto».

«Il giorno dopo Parigi era più vuota del solito, le scuole e i monumenti tutti chiusi. La gente qui è arrabbiata, sconvolta e dispiaciuta. Anche mio zio non riesce a credere a ciò che è accaduto», prosegue nel racconto Gaia. Ma nonostante la paura la giovane tollese non ha intenzione di rientrare in Italia: «Non ci penso proprio a tornare in Abruzzo per colpa di questa gente», sentenzia la 19enne, «sono venuta qui per il mio futuro e intendo restare».

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