Orlando all’assemblea Pd: ora puntiamo alla Regione

L’intervento all’Aquila dopo la frattura in consiglio tra Cinquestelle e Dem Il segretario Fina va oltre: «Il patto con il Movimento non si discute: va avanti»
L’AQUILA. «Il risultato elettorale ottenuto dal Pd e dal centrosinistra in Abruzzo dà un segnale molto chiaro al governo regionale ma non è un voto che ci deve far tirare i remi in barca, anzi deve spingerci a lavorare di più». A dirlo è il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, intervenuto ieri all’assemblea regionale del Partito democratico, tenutasi all’Aquila nella sede della Cgil. Una riunione dove si è fatto il punto sull’esito delle elezioni amministrative del 4 e 17 ottobre, molto positive per il Pd. Elezioni che, come ha detto il segretario Michele Fina: «Pur avendo dato indicazioni che nascono da specificità territoriali, ha consegnato all’Abruzzo l’evidenza della presenza di una domanda di costruzione di una piattaforma di centrosinistra per il governo regionale».
All’appuntamento di ieri, oltre a Fina e al ministro Orlando, hanno partecipato, tra gli altri, in presenza o da remoto, la presidente regionale del partito, Manola Di Pasquale, i parlamentari Stefania Pezzopane e Luciano D’Alfonso, l’ex assessore e presidente della Regione Giovanni Lolli, i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci, Silvio Paolucci, Dino Pepe e Antonio Blasioli, nonché una nutrita pattuglia di amministratori locali, tra i quali i neo eletti sindaci di Francavilla e Vasto, Luisa Russo e Francesco Menna.
«SODDISFAZIONE
ANCHE OMBRE». Commentando il risultato delle elezioni, Orlando ha osservato: «Ci sono molti elementi di soddisfazione, ma le tante luci non devono farci dimenticare le ombre, a iniziare dall’alto astensionismo. Non è detto che chi è rimasto a casa domenica scorsa la prossima volta verrà a votare per noi. La nostra vittoria, inoltre, è anche il frutto di una battuta d’arresto del centrodestra, dovuta a fattori contingenti». Sulle alleanze, il ministro del Lavoro ha sottolineato che la parola d’ordine del Pd deve essere quella dell’inclusione «purché vengano costruite al termine di un percorso politico basato sui contenuti, i programmi e le proposte».
«AVANTI CON L’ALLEANZA
CON I CINQUE STELLE». Sul tema, è stato molto più esplicito Fina, che ha ribadito come la costruzione di una coalizione ampia, aperta tanto a Italia Viva e Azione quanto alla sinistra e ai 5 Stelle, sarà il solco nel quale il Pd regionale si muoverà in futuro. A tal proposito, il segretario regionale ha minimizzato quanto accaduto in settimana in consiglio regionale, con l’attacco sferrato dal pentastellato Domenico Pettinari all’indirizzo di Silvio Paolucci e del Pd per la gestione della sanità nell’era D’Alfonso e la nomina del 5 Stelle Fabio Stella nella giunta del Comune di Chieti: «Quel dibattito, nato a freddo», afferma Fina, «è un modo di guardare indietro. Se guardiamo al passato è chiaro che troveremo sempre e solo motivi di divisione mentre invece se guardiamo avanti abbiamo più motivi di unità. Quasi ovunque, in queste elezioni, abbiamo unito da Articolo 1 a Italia Viva, trovando con i Cinque Stelle accordi politici o apparentamenti dappertutto, tranne che a Vasto e Roseto. Insisteremo su questa strada. Se siamo arrivati a delle alleanze», aggiunge, «è perché, in questi anni, c’è stata una frequentazione continua. Con i Cinque Stelle abbiamo lavorato bene superando le antiche diffidenze. Il segnale positivo arrivato da queste elezioni ha premiato il lavoro fatto dal Pd. Un lavoro di ricambio e rinnovamento della classe dirigente locale e di ritrovato radicamento territoriale. È un risultato che ci responsabilizza e ci motiva a costruire un’alternativa per la Regione», ha sottolineato il segretario Dem.
«Il Pd», ha concluso, «c’è per unire e noi faremo di tutto per trovare le ragioni dell’unità tra tutte le forze progressiste. Questo è il solco segnato anche a livello nazionale da Enrico Letta e Giuseppe Conte».

