Orsini: dico no alla Stella “cadente” Maris

14 Febbraio 2018

MONTESILVANO. «Ho appreso la notizia che il “fantasma” dell’amministrazione provinciale (nel senso che è stata abolita, ma che aleggia ancora nell’aria) ha avviato l’ennesimo intervento di...

MONTESILVANO. «Ho appreso la notizia che il “fantasma” dell’amministrazione provinciale (nel senso che è stata abolita, ma che aleggia ancora nell’aria) ha avviato l’ennesimo intervento di ristrutturazione della Stella Maris, la grande incompiuta e simbolo dell’inerzia della politica abruzzese». Così, il presidente della commissione comunale lavori pubblici di Montesilvano, Mauro Orsini, commenta la notizia del primo appalto integrato per riportare l’aeroplanino alla sua antica funzione di convitto/colonia per bambini, oggi anche per studenti dell’Alberghiero.
«Dopo la decisione di voler destinare la struttura ad Accademia delle belle arti, su cui si è lavorato e speso mesi in redazione di progetti, convegni, protocolli siglati, tagli di nastri, incontri e accordi definitivi tra Montesilvano e Roma», riprende Orsini, «incontri a cui hanno partecipato i tre organi istituzionali (Regione, Provincia e città di Montesilvano), tutti convinti che l’accademia sarebbe stato il progetto migliore, un “fiore all’occhiello e non all’ostello”, si è deciso di fare tutt’altro: una colonia per bambini e studenti dell’alberghiero De Cecco, ossia come avere una “Ferrari a pedali”». Per Orsini, ben vengano i lavori di riqualificazione, «sperando che non ci sarà l’ennesimo atto vandalico distruttivo (c’è il sospetto che in passato siano stati di natura dolosa per far partire sempre nuovi appalti). Ma» prosegue il conmsigliere della maggioranza Maragno, «dovremmo cercare di fare della “Stella cadente Maris” un polo di attrazione per la cultura e il turismo, che possa agire da volano per la nostra economia, invece che destinarla a convitto/colonia cioè a “immobile dormitorio in una città dormitorio”. Purtroppo a causa della scarsa lungimiranza della classe politica abruzzese la nostra Regione è destinata a restare tra le più deboli e culturalmente arretrate d’Italia. Finchè vivrò, mi batterò per salvarla riproponendo con il sindaco il progetto delll’Accademia».
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