Orti sociali, i primi lotti ad anziani e disoccupati

Ma tra gli assegnatari anche alcuni giovani e un campione podista di 82anni Mattatore assoluto della cerimonia Nduccio con le sue battute sulla campagna
MONTESILVANO. Tanti pensionati, ma anche qualche disoccupato e una giovane mamma. Sono gli assegnatari dei 32 orti sociali, in via Don, che ieri mattina sono stati consegnati dall’amministrazione comunale nel corso di una divertente cerimonia. Ad allietare i presenti, anche Nduccio, ex assessore, che tra una battuta e qualche finta intervista ai futuri agricoltori ha trasformato la consegna delle chiavi degli orti in una simpatica festa della campagna. Prima, però, il consigliere Carlandrea Falcone, tra i principali promotori dell’iniziativa, ha sottolineato l’importanza del progetto.
«Gli orti sociali rappresentano aggregazione», ha detto, «ma anche salute, perché consentono di stare all’aria aperta e di mangiare prodotti genuini, oltre al risparmio economico». Soddisfatto per la partecipazione, il sindaco Francesco Maragno che ha ricordato come il progetto sia il risultato di una proposta lanciata dai sindacati dei pensionati durante uno dei tavoli di cittadinanza attiva promossi dall’amministrazione.
«Oggi partiamo da via Don», ha garantito, «ma siamo già a lavoro per individuare nuovi terreni in altri quartieri della città». Dopo la benedizione dei campi da parte di don Maurizio, gli assegnatari hanno approfittato della bella giornata di sole per prendere possesso dei loro appezzamenti di terra da circa settanta metri quadrati ciascuno. A imbracciare zappa e rastrello, saranno trenta montesilvanesi che occuperanno altrettanti orti, mentre un campo sarà gestito dalle tre sigle sindacali dei pensionati, che utilizzeranno questo piccolo appezzamento per progetti sociali e didattici; un altro ancora, sarà assegnato ai cittadini del Tavolo Tari. I futuri agricoltori sono per lo più anziani, ancora pieni di voglia di darsi da fare. È il caso di Antonio Di Lallo, 82 anni. «Ho fatto domanda perché il pomeriggio non mi va di stare in casa», confessa, «mentre la mattina sono già impegnato con un’altra passione, quella per il podismo. Mi chiedete se ce la faccio ancora? Beh, due settimane fa, a Pordenone, ho vinto il campionato nazionale nella mia categoria».
Tra tanti over 70, sorprende la presenza di assegnatari decisamente più giovani. «L’ho fatto per trasmettere a mio figlio il rispetto per la natura e il ritorno all’essenzialità», racconta Orlando Trasatti, 41 anni, disoccupato e padre di un bimbo di 6 anni. «Io sono di Pescosansonesco e, da bambino, mia nonna mi portava con lei nei campi. È quello che oggi voglio fare con mio figlio». Stesso obiettivo condiviso dalla più giovane degli assegnatari, Alessandra Ciofani, 32 anni, casalinga e madre di due bimbi di 6 e 3 anni. «Abbiamo già iniziato a coltivare qualcosa in casa», dicea, «ma qui avremo più spazio». Quanto alla tipologia dei prodotti da coltivare si va dai pomodori ai carciofi, passando per i peperoncini, l’insalata o le melanzane. I bambini non hanno dubbi: le fragole al primo posto!
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