Ortofrutticolo, a fine mese si rischia la chiusura

Cepagatti, sos al governatore D’Alfonso sul centro all’ingrosso che sta esaurendo gli ultimi fondi stanziati a febbraio dall’assessorato regionale all’Agricoltura
CEPAGATTI. Stanno finendo i soldi, gli ultimi 100mila euro concessi dalla Regione a febbraio, al centro agroalimentare Valle della Pescara, che rischia di incamminarsi inesorabilmente verso la chiusura. Nel tentativo di scongiurare la cessazione dell’attività nel mercato ortofrutticolo, che è già in liquidazione volontaria, il consigliere provinciale e assessore comunale, Camillo Sborgia, ha scritto al governatore Luciano D’Alfonso chiedendogli di intervenire.
«È indispensabile la convocazione dell’assemblea dei soci da parte della Regione, azionista di maggioranza» scrive Sborgia. «Tenuto conto che l'autonomia finanziaria del mercato è di qualche settimana, l’assemblea dovrà discutere approfondimenti urgenti e tracciare le linee di rilancio coinvolgendo i soggetti che operano nella struttura».
Si tratta dell’ennesimo identico capitolo: soldi che scarseggiano e mercato a rischio di chiusura, una storia che si ripete da anni. Quello di Sborgia è anche l’ennesimo appello di un esponente delle istituzioni locali alla Regione per un intervento finalizzato a portare fuori il centro ortofrutticolo dalla crisi. Invece, di solito, tra un’assemblea e l’altra, mentre i rappresentanti dei soci minoritari, compresi i Comuni di Pescara, Cepagatti e la Provincia, fanno orecchie da mercante e non mettono mano al portafogli, capita che la Regione proprietaria del 77,4% del complesso ortofrutticolo, di tanto in tanto, decida di stanziare qualche centinaio di migliaia di euro per tamponare e superare la crisi, fino a nuova emergenza, che puntuale si ripresenta dopo pochi mesi.
Così ha fatto l’assessorato regionale all’Agricoltura, a febbraio, quando ha dirottato sulla Valle della Pescara 100mila euro. Fondi che basteranno però sino a fine giugno. Soltanto per far fronte alle procedure previste dalla messa in liquidazione volontaria, deliberata a novembre, servirebbero altri 200mila euro. Il deficit dell’ortofrutticolo, che ha debiti per 7 milioni, si è aggravato lo scorso novembre quando il tribunale ha confiscato il conto corrente della Valle della Pescara, per un debito non pagato di circa 800mila euro reclamato da una società che ha erogato servizi nella struttura. Causa pignoramento, la Valle della Pescara non può incassare nemmeno gli affitti dei grossisti che operano nel complesso, i pochi soldi guadagnati sono tutti bloccati.
Finora sono cadute nel vuoto le proposte di rilancio, che prevedono l’affidamento della gestione ai privati e la cessazione della società consortile Valle della Pescara. Nel mercato, frutto di un investimento pubblico di 20 milioni, operano circa 600 operatori che vanno a vendere i loro prodotti, 20 grossisti con 200 dipendenti, 2 coop di facchinaggio con 80 dipendenti e 4 società di trasporto.
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