Ospedale, arriva il parto indolore: un super organico di 30 sanitari

Sbarca ai primi del 2020 anche a Pescara la tecnica già adottata nelle strutture dell’Aquila e di Chieti La responsabile Zocaro: «Un nuovo tipo di travaglio, ma le mamme potranno scegliere liberamente»
PESCARA. Il parto indolore si farà anche all’ospedale di Pescara, a partire dai primi mesi del 2020.
Altrimenti definito “parto analgesia”, la tecnica è già rodata al Santissima Annunziata di Chieti e al San Salvatore dell’Aquila e da marzo 2018 ed è stata inserita nei Lea, Livelli essenziali di assistenza, per cui risultano essere procedure a carico del Servizio sanitario nazionale e non del paziente.
Al progetto stanno lavorando Rosamaria Zocàro, direttore dell’unità operativa complessa di Terapia intensiva e Anestesiologia, e Maria Rizzi, responsabile del blocco operatorio del presidio ospedaliero pescarese.
Il primo passo è mettere insieme la squadra di medici, in totale una trentina di unità tra anestesisti (almeno 6), ginecologi, ostetriche e infermieri, che comporrà l’équipe del servizio che sarà avviato per la prima volta all’ospedale di Pescara dopo una sperimentazione a Penne, anni fa, esperienza poi conclusa a causa della carenza di personale.
Attualmente sono 41, spiegano dalla Asl, i medici anestesisti in organico, altri 2 sono stati assunti dal 1° ottobre e altri 7 sono in via di assunzione. Nel prossimo futuro arriveranno altre 9 unità, sulla base di un concorso indetto per complessivi 18 anestesisti.
In arrivo anche i “ferristi”, infermieri per sale operatorie con contratti a tempo determinato e indeterminato.
E proprio dagli organici si riparte per mettere in piedi l’iniziativa che permetterà a donne di tutte le età, etnia, ceto sociale, abruzzesi e provenienti da fuori regione, di «decidere liberamente», spiegano le dottoresse Zocàro e Rizzi, «se affrontare un travaglio indolore nelle ore che precedono il parto, che può essere naturale o cesareo».
Come? «Attraverso l’anestesia epidurale che consentirà alla donna di partecipare al parto, senza avvertire dolore, un procedimento che avviene in stretta collaborazione del paziente con anestesista, ginecologo e ostetrica» figure che hanno il compito di calibrare l’intervento ognuno per le proprie competenze.
L’epidurale è un tipo particolare di anestesia localizzata su un punto preciso della regione lombare. Addormenta i nervi che portano gli impulsi del dolore dal canale del parto al cervello. La tecnica può essere somministrata solo da un medico anestesista e non è quindi praticabile se si sceglie di partorire in casa.
Maria Rizzi, che ha preparato il progetto del parto indolore, annota un passaggio fondamentale: «La complessità della definizione dell’operazione sta anche nel fatto che il servizio di parto analgesia dovrà essere operativo h24 compresi i festivi, quindi c’è bisogno di personale per le turnazioni».
Il reparto di Ginecologia e Ostetricia, quarto piano dell’ospedale, registra 2400 parti l’anno, tra cesarei, naturali e in acqua.
«Il parto indolore è un traguardo importantissimo per la Asl», commenta Zocàro, al comando di un dipartimento che conta 750 ricoveri l’anno, 90 infermieri tra sale operatorie (14 compresa quella in fase di realizzazione dove saranno effettuati i parti analgesia) e Rianimazione e che sta lavorando a nuove tecniche per la terapia del dolore.
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