«Ospedale, ascensore rotto crepe e scarso personale»

17 Luglio 2021

Il vice presidente del consiglio regionale Pettinari (M5S) torna al San Massimo «Carenze inaccettabili nei reparti di Medicina, Gastroenterologia e Radiologia»

PENNE. L’ospedale San Massimo di Penne perde i pezzi. A mostrare le crepe ed i segni dell’usura dell’edificio, così come ad evidenziare le carenze di organico e di servizi, è il vicepresidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari, che annuncia anche un’interrogazione in Regione. L’altroieri, accompagnato da alcuni membri dell'associazione “Salviamo l'Ospedale di Penne”, l’esponente di M5S ha incontrato medici e infermieri, e ha ispezionato i reparti ed i locali malmessi del San Massimo.
Tra le criticità riscontrate, oltre alla fatiscenza e alla precarietà strutturale di alcune stanze della vecchia parte del San Massimo, quelle che ospitano l'Afo chirurgica, anche notevoli carenze nei servizi. «Il centralino dell'ospedale di Penne da 11 unità è stato ridotto a 5. La riduzione», rimarca Pettinari, «comporta che spesso rispondono da Pescara e le prenotazioni vengono effettuate all’ospedale adriatico anziché in quello vestino. Al piano terra del vecchio padiglione funziona un solo ascensore. Utenti, malati, infermieri, medici e barellieri sono costretti anche ad attendere venti minuti di fila per spostarsi da un piano all’altro. L’ascensore va assolutamente riparato».
L’associazione “Salviamo l'Ospedale di Penne” ha anche evidenziato come il 118 di Penne sia dotato solo di un’ambulanza medicalizzata e che, quando questa è impegnata, in caso di gravi incidenti, l’attesa si prolunga anche per un’ora. «Chiediamo quantomeno la seconda ambulanza», attacca ancora il consigliere dei 5 stelle. Ma anche nel reparto di Medicina le cose non vanno. «In Medicina non c’è ancora un primario», riprende Pettinari, «va nominato immediatamente. Tra l’altro si va avanti senza guardia medica notturna per permettere le ferie ai pochi medici rimasti. Anche il day hospital di Medicina non funziona quasi per niente vista la carenza di organico, con un disservizio che si ripercuote anche sull’eccellenza del servizio del trapianto di fegato. Un'altra grande carenza si ha nella Uosd di Gastroenterologia», va avanti il consigliere regionale, «dove il bando per la nomina del responsabile dovrà essere annullato e rifatto, perché necessita di alcune correzioni. L'Afo chirurgica presenta gravi carenze strutturali e conta 20 posti letto complessivi dove si trovano pazienti di chirurgia, otorino e ortopedia. È inaccettabile».
Denunciate carenze anche in Radiologia, dove c’è un solo medico, e in ginecologia, che è stata completamente depotenziata. «Anche il servizio di riabilitazione è stato depotenziato: da 11 unità ora conta solo 4 fisioterapisti. Mentre il laboratorio analisi», conclude Pettinari, «fa registrare attese di 20 giorni anche per semplici esami. Il mio timore è che con la ristrutturazione del San Massimo, se e quando ci sarà, possano ulteriormente complicarsi il procedere di alcune attività, con la conseguenza di andare incontro a stop forzati di servizi e reparti».