Ospedale, chiesto un confronto con i politici

Penne, l’associazione in difesa del San Massimo sollecita un faccia a faccia con i candidati alle regionali
PENNE. L’associazione “Salviamo l’ospedale di Penne” continua a voler veder chiaro sul futuro della sanità vestina. Il comitato, che da qualche tempo si è trasformato in associazione, conta oggi oltre 150 tesserati e 6000 followers su Facebook.
In vista della prossima tornata elettorale per le regionali, in programma il 10 febbraio, l’associazione “Salviamo l’ospedale di Penne” ha intenzione di organizzare un confronto tra i vari candidati alla presidenza della Regione per capire le loro intenzioni sul futuro dell’ospedale San Massimo.
«Il nostro obiettivo è quello di organizzare una sorta di faccia a faccia tra i candidati sull'argomento che a noi sta più a cuore: il futuro del nostro ospedale. La data buona oscilla tra il 31 gennaio, l’1 o il 2 febbraio», ha spiegato il presidente dell’associazione, Nicola Spoltore. Negli ultimi 10 anni il presidio ospedaliero di Penne ha pagato tagli su tagli e visto il ridimensionamento di servizi, reparti e personale.
«Allo stato attuale», osserva ancora il presidente dell’associazione che si batte in difesa del San Massimo, ospedale che raccoglie migliaia di utenti provenienti dal circondario ma anche da Pescara «solo la correzione delle criticità del decreto Lorenzin potrà salvare il nostro presidio e alcuni altri sparsi nelle aree interne d'Italia. La comunità vestina ha il diritto di conoscere il reale pensiero dei candidati lasciando da parte promesse e trucchi, perché non si firmeranno più assegni in bianco a nessuno», conclude Spoltore. Con il decreto Lorenzin la struttura sanitaria pennese da ospedale di base è stato declassato a ospedale di area disagiata e ha pagato dazio con diversi tagli e accorpamenti di reparti e servizi. La chiusura più discussa è stata senza ombra di dubbio quella del punto nascite.
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