Ospedale Covid, 14 giorni per i primi posti letto

7 Aprile 2020

Marsilio conferma il via ai lavori per realizzare la struttura nell’ex Ivap di Pescara

PESCARA. L'Abruzzo avrà presto il suo primo Covid Hospital, struttura interamente dedicata all'emergenza coronavirus. Sorgerà a Pescara, nell'edificio ex Ivap, la palazzina rossa adiacente all'ospedale civile che per decenni ha ospitato i reparti di maternità e ostetricia. Dieci milioni di euro di investimento, 214 posti letto, 40 dei quali in terapia intensiva, sette piani e settemila metri quadrati: questi i numeri del progetto. I lavori saranno affidati subito dopo Pasqua e il cantiere, che verrà aperto nel più breve tempo possibile, sarà attivo sette giorni su sette e ventiquattro ore su ventiquattro. DUE SETTIMANE. Con questi ritmi, nel giro di due settimane saranno già disponibili i primi venti posti letto. Ad annunciare le novità e a illustrare i dettagli dell'operazione, nel corso di una conferenza stampa in Regione, è il governatore Marco Marsilio. Con lui, ci sono, tra gli altri, l'assessore alla Salute, Nicoletta Verì, e il direttore generale facente funzioni della Asl di Pescara, Antonio Caponetti. Nel pomeriggio si è svolto anche un sopralluogo nell'edificio. Marsilio parla di «una notizia che Pescara e tutto l'Abruzzo attendevano» e sottolinea che «una struttura del genere per un po' di mesi servirà a separare la parte Covid-19 dal resto delle attività sanitarie, anche per restituire la sua normalità all'ospedale».
LE IPOTESI. «Prima di scegliere la struttura di Pescara, secondo le linee guida dettate dal ministero della Sanità e dagli infettivologi», evidenzia Marsilio, «i nostri tecnici avevano valutato anche altre ipotesi, tra cui l'opzione Manoppello. Dopo attente valutazioni, la struttura ex Ivap è sembrata quella più idonea. Fin dall'inizio quell'edificio è stato una delle ipotesi, perché già collegata strutturalmente all'ospedale, ma separata fisicamente dagli altri reparti».
Marsilio, poi, ricorda l'iter che ha portato alla definizione del progetto. «L'ufficio tecnico della Asl», dice, «ha lavorato giorni e giorni per fare le opportune verifiche e capire con quanti soldi e in quanti giorni si sarebbe potuto riuscire ad attrezzare questo luogo. Si è mobilitata anche la città di Pescara con un ordine del giorno del Consiglio comunale per approfondire questo progetto». «Pochi giorni fa», prosegue il governatore, «abbiamo fatto una riunione nella quale abbiamo approfondito in maniera molto dettagliata la questione, poi abbiamo inviato la richiesta ufficiale alla presidenza del Consiglio dei Ministri, in particolare al capo della Protezione Civile Angelo Borrelli e al commissario straordinario Domenico Arcuri. Sabato Arcuri ha dato il proprio via libera alla richiesta di autorizzazione. La mattina seguente abbiamo sollecitato Borrelli e ieri sera è arrivata la risposta positiva: è stata autorizzata la spesa di sette milioni di euro per realizzare il primo lotto di lavori di questa palazzina».
LE RISORSE. I sette milioni saranno attinti dal fondo per la prima emergenza che è stato costituito presso la Protezione civile nazionale. Altri tre milioni di euro saranno messi a disposizione dalla Banca d'Italia e verranno utilizzati per il completamento del progetto. Se dovessero mancare dei fondi, la Regione si dice pronta ad intervenire. Proprio per quanto riguarda le risorse, Marsilio si sofferma sulla «capacità che abbiamo avuto di accedere a fondi nazionali e di portare in Abruzzo una presenza e una partecipazione dello Stato in questa battaglia».
I TEMPI. Il presidente di Regione pone l'attenzione sui tempi dell'iniziativa, vista la necessità di dare una rapida risposta rispetto all'emergenza in atto. Ieri pomeriggio c'è stata una riunione operativa con gli uffici tecnici coinvolti, per fare il punto della situazione e procedere in modo spedito. «Lavoreranno tutti i giorni, compresi Pasqua e Pasquetta, perché non c'è un minuto da perdere e non possiamo permetterci il lusso di santificare le feste. L'obiettivo», sottolinea il governatore, «è essere pronti entro martedì 14 aprile all'affidamento di progettazione e lavori e, poi, ad aprire il cantiere nelle successive 24 ore». Marsilio sottolinea anche come non si tratti di «un padiglione che si smonta a fine lavori», ma piuttosto di «un'eredità» che rimarrà «alla città e alla regione nei termini di potenziamento dell'offerta sanitaria in maniera permanente. Saranno poi la Regione e la Asl», afferma il presidente, «a decidere quale sarà la destinazione di questa struttura in tempo di pace e come rientrerà e si riorganizzerà nella rete ospedaliera in maniera definitiva. Questa pandemia ci porterà a rivedere l'intera organizzazione sanitaria regionale sul territorio», conclude il governatore.
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