Ospedale Covid, altri 20 posti letto Albani: la situazione è pericolosa

9 Febbraio 2021

Ieri altri 63 contagi nel Pescarese, al pronto soccorso sono arrivati 17 positivi in attesa di ricovero «Sabato in centro scene inenarrabili, pagheremo le conseguenze: per molti il virus non esiste più»

PESCARA. Sono 63 i contagi registrati nella provincia di Pescara ieri. Di questi 23 solo nel capoluogo adriatico, 11 nel pescarese con meno di 19 anni.
In tutto il territorio, negli ultimi sette giorni, sono stati accertati 1.036 contagi, con una media di 148 nuovi positivi al giorno, 60 solo nel capoluogo adriatico. Continua a viaggiare veloce il coronavirus e resta delicata la situazione ospedaliera.
RICOVERI Ormai da diversi giorni, la pressione sull'ospedale di Pescara è altissima, tanto che il ricambio tra nuovi ricoveri e dimissioni non è stato sufficiente e ha imposto decine di trasferimenti nell'ospedale dell'Aquila. Ieri, intorno alle 17, erano 17 i pazienti Covid ancora in attesa di ricovero, dei quali 3 con insufficienza respiratoria e la struttura continua a lavorare senza sosta per gestire tutte le emergenze.
«Oggi (ieri, ndc) i trasferimenti sono stati quasi nulli», riepiloga Alberto Albani, referente regionale per le Emergenze e direttore del dipartimento Urgenza della Asl di Pescara, «e stiamo riorganizzando il Covid hospital. Domani mattina, (oggi per chi legge) dovremmo attivare 20 posti letto in più, riuscendo a dare una risposta adeguata. Ma se continua così, con le scene di sabato e domenica saranno sforzi inutili».
GLI ASSEMBRAMENTI Si dice senza parole l'esperto nel commentare l'assalto alla vita sociale che ha portato sabato una piazza Muzii pienissima di persone che sembrano aver dimenticato ogni regola anticontagio.
«Scene inenarrabili» le definisce Albani non nascondendo il suo forte disappunto. «Comportamenti decisamente non consoni, di cui dovremo affrontare le conseguenze tra 7-10 giorni. Le persone non si rendono conto che il momento che stiamo attraversando è estremamente pericoloso e il fatto che non se ne accorgano è ancora più preoccupante. Per molti sembra che il Covid non esista più e invece in ospedale vediamo pazienti che arrivano uno dietro l'altro, che stanno male, con gravi insufficienze respiratorie anche di 40 - 45 anni».
LA VARIANTE INGLESE Albani accende i riflettori sulla variante inglese e sulle conseguenze che sta producendo sulla popolazione: «La variante inglese incide sicuramente nella maggiore diffusione dei contagi, ma stiamo studiando perché potrebbe esserci anche una maggiore capacità aggressiva, con quadri clinici ancora più gravi. Tutto ciò richiede attenzione massima, sperando che la popolazione si renda conto che non stiamo scherzando e che la situazione può diventare fuori controllo in poco tempo se questi atteggiamenti continueranno».
VACCINI Intanto, prosegue la prima fase della campagna vaccinale nella Asl di Pescara, che riguarda i professionisti sanitari e i presidi sanitari per anziani. Fino a domenica 7 hanno ricevuto la prima dose di vaccino 5.220 persone, tra operatori sanitari di strutture pubbliche e accreditate, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, professionisti sanitari, staff di strutture di lungodegenza, operatori non sanitari.
SECONDA DOSE DI VACCINO Alla stessa data, la seconda dose di vaccino è stata somministrata a 3.819 persone complessivamente. Di questi, 3.110 sono operatori sanitari di strutture pubbliche e accreditate, 203 tra medici di base, pediatri e professionisti sanitari; 8 persone negli staff delle strutture di lungodegenza; 450 operatori non sanitari (front office e personale outsourcing), tre anziani in strutture e 45 di altre categorie.
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