Ospedale Covid, apre il cantiere La Omnia supera le verifiche

18 Aprile 2020

La Regione risparmia 1,5 milioni con il ribasso del 29%. All’ex Ivap primi posti entro 20 giorni

PESCARA. «Offerta congrua». La Omnia Servitia dell’imprenditore lancianese Antonio Colasante supera le verifiche della commissione e oggi alle 11 riceverà le chiavi per l’apertura del cantiere dell’ospedale solo Covid nella sede dell’ex Ivap di Pescara. Chiavi che saranno simbolicamente consegnate dal Rup (Responsabile unico procedimento) della Asl di Pescara, Luigi Lauriola. Le integrazioni richieste hanno passato l’esame e nel pomeriggio di ieri l’Aric (Agenzia regionale per l’informatica e la telematica) ha preparato la determina per la consegna del cantiere, nominando sia il direttore dei lavori, Maurizo Vicaretti, che il responsabile della sicurezza, Marco Pasqualini, entrambi ex presidenti dell’Ordine degli ingegneri di Pescara.
RINVIO SCARAMANTICO. Il presidente della Regione, Marco Marsilio, voleva procedere alla consegna dei lavori già ieri, ma alla fine c’è stata la scaramantica marcia indietro, visto che tutti hanno convenuto che non era il caso di procedere di venerdì 17.
RIBASSO DEL 29%. La Omnia si è aggiudicata la gara d’appalto da 5 milioni 63mila euro con un ribasso di circa il 29%. Ritenuto congruo dal collegio tecnico amministrativo incaricato dal dirigente amministrativo dell’Aric, Lucia Del Grosso, e composto da Emanuela Grimaldi (dirigente del servizio “Gabinetto di presidenza” della Regione), Fabrizio Bernardini (direttore del Dipartimento risorse e organizzazione Regione), Emidio Primavera (direttore del Dipartimento infrastrutturale, trasporti, mobilità, reti e logistica), Rita Mingolla (Aric). La commissione incaricata di nominare direttore dei lavori e responsabile della sicurezza era formata da Iris Flacco (dirigente della Regione Abruzzo), Paolo Costanzi (dirigente del consiglio regionale), l’architetto Pierpaolo Pescara (dirigente Regione) e Rita Mingolla (Aric).
STRUTTURE SEPARATE. Tra i chiarimenti chiesti, si apprende da fonti della Regione Abruzzo, c’è quello che riguarda i possibili interventi mirati a evitare situazioni di promiscuità tra l’attuale ospedale Santo Spirito e il futuro solo Covid che un tempo era un reparto materno-infantile. Il tunnel di collegamento avrà sistemi di contenimento collaudati in ambienti sanitari, con apertura della seconda porta esclusivamente dopo la chiusura della prima (a pressione controllata). Gli operatori del solo Covid saranno dotati di speciali badge.
PARLA COLASANTE. «Sono soddisfatto, faremo il possibile per accorciare i tempi per ultimare l’opera», sottolinea l’imprenditore Colasante, «aspettiamo la consegna ufficiale, potremmo essere operativi già lunedì, se non domani stesso (oggi per chi legge, ndr)». Colasante si avvarrà del supporto del direttore operativo della Omnia Servitia, l’ingegnere Gianluca Di Loreto.
«MASSIMA SICUREZZA». «La terapia intensiva è all’ultimo piano dell’ex Ivap, il settimo», spiega l’ingegner Di Loreto, «l’unico elemento di comunicazione con l’ospedale è il tunnel, ma molto distante dalle degenze, visto che ci sono sei piani. Il settimo piano sarà dotato di canalizzazioni aerauliche per il trattamento dell’aria, con una differenza di pressione nell’ambiente: l’aria potrà solo entrare ma non uscire, secondo specifici criteri per garantire la massima sicurezza per le degenze nelle terapie intensive e sub-intensive. Inoltre, ci saranno infissi a tenuta stagna per la chiusura degli ambienti. Più una terza misura di sicurezza: l’aria estratta dai reparti sarà trattata attraverso dei banchi anticontaminazione, ovvero filtri speciali almeno a 30 metri d’altezza dalla strada. La palazzina sarà dunque isolata dall’ospedale e il personale sanitario non avrà alcun modo di avere contatti. Conosciamo bene la struttura perché lavoriamo sulla Asl di Pescara dal 2005».
IL PROGETTO E I TEMPI. Nel solo Covid sono previsti 214 posti letto, 174 per la degenza e 40 per la terapia intensiva. La struttura è costituita da 7 livelli, per 7mila metri quadrati complessivi. Per il nuovo ospedale sono stati stanziati 11 milioni: 7 dalla Protezione civile, tre dalla Banca d’Italia e un milione dalla Asl di Pescara. Il cantiere sarà attivo sette giorni su sette, h24. I primi 36 posti letto saranno pronti entro 20 giorni dall’avvio dei lavori. Entro 90 è prevista la chiusura del cantiere.
LA GARA D’APPALTO. Le buste sono state aperte giovedì. La Omnia Servitia della holding Colasante ha presentato l’offerta col ribasso più alto. Al secondo posto la Edilfrair, l’impresa dell’ex presidente dei costruttori della provincia dell’Aquila, Gianni Frattale. Sono state altre nove le ditte chiamate a partecipare: Alma Cis di Pescara, Di Vincenzo Dino & C. di San Giovanni Teatino, Edilcostruzioni Group di Montorio al Vomano, Elettridraulica di Silvi, Guerratodi Rovigo, I Platani dell’Aquila, Di Giampaolo di Pescara, Parchi Global Services di Chieti, Teknoelettronica di Sant’Atto.
RICOVERO PER SANITARI? La Regione risparmierà quasi un milione e mezzo di euro. S’ipotizza di investire questa somma per le strutture che potranno ospitare il personale sanitario in servizio nel futuro ospedale solo Covid. Una sorta di edificio per la quarantena, così da scongiurare la propagazione del virus. Resta anche da chiarire che cosa ne sarà degli altri milioni stanziati.
L’IDEA DI BERTOLASO. L’Abruzzo sta andando nella giusta direzione a sentire Guido Bertolaso, consulente dell’emergenza per la Regione Lombardia e già capo della Protezione civile. Bertolaso ha ribadito la necessità di creare «un Covid center in ogni regione» per «liberare gli ospedali interessati da questo dramma. Il futuro si deve programmare dal punto di vista sanitario».
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